Giambrone: "Ancora incertezze così rischiamo il tracollo" la voce del sovrintendente Francesco Giambrone, sulla via del ritorno da Roma dove ha partecipato allincontro tra fondazioni lirico-sinfoniche, sindaci delle città che le ospitano e il ministro Bondi sui provvedimenti contro la crisi della lirica in Italia, non è del tutto soddisfatta. «E stato un incontro interlocutorio - dice - che si è svolto in un clima composto e civile, ma che allevia di poco lo stato di preoccupazione, di allarme, in cui versa il teatro del Maggio Musicale Fiorentino e tutte le altre fondazioni italiane». Interlocutorio prima di tutto sul riconoscimento, da parte del governo, delleccellenza del teatro che ospita il più importante festival italiano e il più antico in Europa insieme a Salisburgo e Bayreuth: durante lincontro, infatti, Bondi non ha detto nulla di specifico, ma ha parlato di «peculiarità di ciascuna fondazione», si legge nella nota del ministero: «Di fatto, Bondi non ha preso alcun impegno: né con la Scala, né con Firenze, né con altre case dellopera. Un impegno che vuol dire tutto e niente». Interlocutorio, ancora, perché «cè stata qualche apertura, questo sì. Ma i tempi? Le modalità? Su questo non cè stato alcun accenno, con il risultato che la situazione drammatica si protrae, e se continuerà così sarà il tracollo. Oggi, come ieri, non so quanto avrò a disposizione per le prossime produzioni». Bondi ha promesso «di adoperarsi affinché venga reintegrato il Fondo unico dello spettacolo», spiega il comunicato del ministero, «ma quando? e di quanto?» si chiede Giambrone; ha proposto di affrontare la situazione attraverso un percorso il più possibile partecipato e condiviso con le fondazioni e anche i sindacati (che il ministro incontrerà oggi), attraverso la costituzione di gruppi di lavoro che dovranno formulare una riforma del settore, oggetto di un disegno di legge e non di un decreto «senza dunque procedere in modo unilaterale, e questa è una cosa positiva - dice Giambrone - ma quali sono i contenuti di questo percorso? Diciamo che nellincontro è stata fatta una diagnosi: ora ci vuole la terapia il più possibile intensiva, rapida. Il tempo, ormai, sta per scadere». Per il sindaco Domenici, fanno sapere da Palazzo Vecchio, non è stato certo un incontro risolutivo, ma il blocco dellipotesi decreto legge e limpegno che Bondi si è assunto per il reintegro dei tagli al Fus sono da valutare in senso positivo, così come il riconoscimento delle peculiarità di ciascuna fondazione dovrebbe favorire il Maggio. I sindacati temporeggiano. Severa la Fials: «Queste dichiarazioni le abbiamo sentite tante volte in passato - dice Luciano Di Labio - poi le buone intenzioni sono sempre svanite nel nulla. Non vogliamo peccare di pessimismo, ma non ci facciamo illusioni». Massimo Vagaggini, della Cgil, intravede «un percorso che lascia qualche spiraglio: se la luce sarà quella giusta, lo vedremo strada facendo»; Angelo Betti, della Cisl, parla «di un piccolo passo avanti. Noi sindacati dovremo lavorare molto sulla contrattualità, bisognerà vedere se Bondi avrà davvero voglia di ascoltarci, di interagire con noi». La Uil accoglie con favore «il passaggio dallimposizione violenta di un decreto legge ad un disegno di legge: si apre una fase di dialogo che permetta a noi lavoratori di far capire le nostre esigenze» spiega Nicola Lisanti. Intanto i senatori Pd Franco e Marcucci, annunciano la presentazione, nei prossimi giorni, di un disegno di legge, sulla base del testo depositato dal senatore Carlo Fontana nella scorsa legislatura e uno statuto particolare per il Maggio Fiorentino «che è tra i teatri più virtuosi per costo medio delle rappresentazioni e del personale».