Potrebbero inquinare le prove. E' questa la motivazione che ha indotto il gip, Maurizio Santoloci, a respingere l'istanza di scarcerazione presentata dai legali di Raffaele Davanzo e Antonio Antonelli, due degli arrestati nell'ambito dell'inchiesta sulle mazzette alle Belle Arti. Il primo è il funzionario pubblico che si occupava della sede orvietana mentre l'altro è il socio dell'impresa edile romana Olimpo Sri che eseguiva per conto della Soprintendenza dell'Umbria i lavori finiti nel mirino della procura ternana. Isolamento revocato. I due indagati, dunque, dovranno restare in carcere. Pur confermando l'ordinanza di custodia cautelare, il gip ha però revocato la misura dell'isolamento. Da oggi, insomma, sarà un po' meno dura la loro detenzione. Potranno dividere la loro cella con altri detenuti e socializzare durante l'ora d'aria, leggere i giornali e guardare la tivù. Davanzo e Antonelli sono reclusi a Orvieto e Roma, ma presto, proprio per soddisfare al meglio le esigenze degli inquirenti, potrebbero essere trasferiti nel carcere di vocabolo Sabbione. Si attendono, intanto, le mosse dei legali di fiducia dei legali di fiducia degli altri due funzionari arrestati: Vincenzo Angeletti Latini e Orazio Baldoni. Per quest'ultimo gli avvocati Massimo Zaganelli e Benito De Simone dovrebbero decidere proprio in queste ore. Non si esclude un ricorso al tribunale del riesame. S'indaga ancora. La conferma delle misure di custodia cautelare in carcere per Davanzo e Antonelli testimonia, una volta di più, che le indagini della guardia di finanza sono ancora in corso e che si sono ancora molti approfondimenti da fare. La procura ternana è convinta che il sistema delle mazzette in cambio del silenzio fosse ben collaudato e dunque le ipotesi di reato emerse in Umbria potrebbero essere soltanto le prime di una lunga serie. In questa direzione si sta muovendo il procuratore Fausto Cardella che coordina le indagini della guardia di finanza che ora puntano su Roma dove la ditta Olimpo Sri ha eseguito diversi interventi di sistemazione e restauro di chiese ed edifici storici. Al momento non sono stati eseguiti altri sopralluoghi sui cantieri o negli uffici degli indagati. Gli inquirenti stanno lavorando soprattutto sulle carte e i documenti sequestrati nel corso delle ultime settimane. Nel frattempo sono stati sentiti i cinque indagati a piede libero, da cui si attendono altri preziosi dettagli sul sistema di erogazione delle tangenti. Parla il ministro Bondi. Intanto dal ministero per i Beni Culturali confermano che i tre funzionari sono stati sospesi dal proprio lavoro in via cautelare, in attesa che si concludano i procedimenti a loro carico. Il ministro della Cultura, Sandro Bondi, ha preferito non entrare nel merito della questione. "Ho il massimo rispetto - ha detto - per le indagini in corso, di cui sto aspettando l'esito con la massima fiducia".
BENI CULTURALI - Arte e tangenti, linea dura del gip
Il gip Maurizio Santoloci ha respinto l'istanza di scarcerazione dei due arrestati Raffaele Davanzo e Antonio Antonelli, accusati di aver partecipato a un sistema di mazzette alle Belle Arti. I due funzionari pubblici dovranno restare in carcere, ma il gip ha revocato la misura dell'isolamento. I due indagati potranno dividere la loro cella con altri detenuti e socializzare durante l'ora d'aria. I legali dei due funzionari arrestati hanno deciso di trasferire i loro clienti nel carcere di vocabolo Sabbione. Si attendono le mosse dei legali degli altri due funzionari arrestati, Vincenzo Angeletti Latini e Orazio Baldoni.
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