L'efficacia del provvedimento adottato il 4 settembre scade a di - cembre: non c'è danno Il Consiglio di Stato ferma i lavori ai piedi del colle di Tuvixeddu, accogliendo il ricorso della Regione contro la sospensione del provvedimento di blocco decisa dal Tar. Non lo fa perché convinto della necessità di scongiurare l' intervento edilizio in via Is Maglias, ma per una questione di tempo. La deliber a di Giunta del 4 settembre imponeva lo stop ai cantieri Coimpresa, Cocco e Comune "per novanta giorni" dalla pubblicazione del Buras: il provvedimento - secondo l' impostazione seguita ieri a Roma - perderebbe efficacia il 4 dicembre. Dunque, non sussis terebbe il danno grave e irreparabile (ar - recato ai ricorrenti, Comune e Cualbu) indispensabile nella ri - chiesta cautelare. Ma sull 'efficacia della delibera di Giunta - che in realtà non è stata pubblicata sul Bollettino regionale nonostante il riferimento esplicito - si annuncia una battaglia nel processo di merito. Che inevitabilmente potrebbe inasprire la contrapposizione tra Comune, Coimpresa egiunta Soru. LA DELIBERA DI SETTEMBRE. Lo stop alle betoniere del Gruppo Cualbu (poi annullato dal Tar) risale al 4 settembre, edera giunto dopo la sentenza definitiva - sempre del massimo organo della Giustizia amministrativa - che cassava il vicolo totale imposto dall 'esecutivo di viale Trento. Come preannuncia to, due mesi fa la Giunta aveva adottato un nuovo alt, stavolta in base ai poteri concessi dall'articolo 150 del Codice Urbani e dalla leggeurbanis tica numero 45 del 1989. "Motivi d'urgenza anche per le nuove tombe trovate", alla base del provvedimento, che annuncia va di dare mandato al Consiglio regionale di istituire la Commissione regionale per il Paesaggio. È l'unico organismo che potrebbe avviare la procedura di dichia - razione di interesse paesaggistico sul colle spartito tra parco archeologico e area edificabile nel 2000. A otto anni fa risale infatti l 'accordo di programma fra comune, regione, sovrinten - denze che assegna al Gruppo Cualbu l'area di via Is Maglias. IL TAR. Su ricorso di Coimpresa (tutelata dagli avvocati Pietro Corda e Antonello Rossi) a metà settembre i giudici amministrativi di primo grado avevano so - speso l'efficacia della delibera di Giunta. Motivo: l'attonon era sufficientemente motivato. L' esecutivo, nella lettura di piazza del Carmine, non aveva spiegato il motivo dello stop ai lavori, nonostante avesse percorso una strada diversa da quella intrapresa due anni fa. E che l'avevano condotta a perdere la battaglia, per ben due volte, di fronte ai magistrati ammini - strativi. LA TRATTATIVA. A questo punto, sembra allontanarsi l' ipotesi di un accordo tra le parti: durante il tira e molla d'autunno, il presidente Soru aveva proposto quattro tra aree ed edifici (tra cui una parte della caserma Ederle a Calamosca) oltre a 15 milioni di euro. Ma Giuseppe e Gualtiero Cualbu avevano ri - spedito la proposta al mittente, almeno in base alla versione uf- ficiale. «Si deve agire nell 'ambito dell'accordo di programma », hanno sempre sostenuto, forti di un giudicato che ha censurato la procedura seguita da Soru nell 'estendere il primo vincolo. «La Regione ha agito con sviamento di potere», è scritto nelle sentenze.