IL CASO. Sospeso l'annullamento dell'autorizzazione per un intervento edilizio a Tremosine Disco rosso del Tar di Brescia nei confronti della Soprintendenza, che si era opposta a una corposa ristrutturazione edilizia a Tremosine. Per l'ennesima volta il tribunale ha «bocciato» la Soprintendenza e dato un sostanziale via libera alla società Dinamo, difesa dagli avvocati Giovanni e Giuseppe Onofri, che aveva presentato ricorso contro l'annullamento di una autorizzazione paesistica rilasciata dal comune di Tremosine lo scorso giugno. Riguardava la ristrutturazione di un edificio residenziale nel centro storico di Pieve. E ora ha ottenuto la sospensione del provvedimento di «stop». L'intervento, in un'area che rientra nel parco Alto Garda, sottoposta a vincolo ambientale, prevede l'aumento delle unità immobiliari e la modifica dei prospetti. Il Soprintendente Luca Rinaldi aveva bocciato l'operazione, sostenendo che, con la creazione di nuove aperture, l'ampliamento delle finestre e l'introduzione della specchiatura unica, si provocherebbe un'alterazione dei caratteri originari del borgo. «Il progetto - spiega il Tar - è corredato degli studi necessari, che hanno costituito il presupposto del parere della commissione per il paesaggio, rilasciata il 29 aprile 2008. Tra gli elaborati c'è la relazione che illustra il contenuto degli strumenti di tutela ambientale in vigore, e analizza su questa base l'intervento». Altro aspetto: i rilievi relativi alla vulnerabilità. «La commissione comunale indica espressamente il rischio di alterazione della naturalità dei luoghi, specificando che le opere non paiono rispettose dell'aspetto compositivo della facciata, addivenendo a uno squilibrio vuoti-pieni. Questi inconvenienti possono tuttavia essere superati attraverso una serie di prescrizioni che limitino l'impatto dell'intervento edilizio (ridimensionamento delle aperture est-ovest, riduzione del numero di porte-finestre, divieto di elementi di copertura). Tali valutazioni possono essere considerate un'applicazione ragionevole del principio di proporzionalità nella tutela ambientale, in quanto permettono di realizzare opere consentite dal Piano regolatore, raggiungendo un equilibrio tra la conservazione dell'aspetto tradizionale dell'edificio e la funzionalità delle nuove unità abitative risultanti dalla ristrutturazione».SE.ZA.