Domani "sciopero" al contrario del teatro lirico Braccia conserte? No, porte aperte. Per protestare contro i tagli allo spettacolo i lavoratori del Regio hanno ideato lo «sciopero produttivo»: domani dalle 10 alle 22,30 il teatro sarà aperto «per protesta». Unintera giornata a disposizione del pubblico perché scopra che la sera il sipario non si alza magicamente, ma perché durante il giorno cè chi monta le scene, chi realizza i costumi, chi studia la parte del suo strumento e così via. Questa mattina, a Roma, il ministro Sandro Bondi incontrerà sindaci e sovrintendenti degli enti lirici italiani (tra di loro ci sarà anche il torinese Walter Vergnano) per spiegare i tagli alle sovvenzioni: domani molti teatri italiani hanno deciso di chiudere per protesta, ma il Regio ha scelto la strada opposta. Il programma prevede dalle 10 alle 13,30 prove dorchestra con il maestro Noseda, dalle 15 alle 18 prove del coro, dalle 19 alle 20,30 i concerti dei gruppi da camera del Regio, alle 21 il concerto di coro e orchestra del Regio diretti da Noseda con pagine verdiane. «Perché - dice Vergnano - la qualità della vita è fatta anche di cultura».