Ok in commissione al taglio dei dipartimenti. Nel 2010 nuova mappa degli assessorati Riforma delle deleghe anticipata di un anno su proposta del Pd e dellUdc. Il Lavoro va con la Famiglia ANTONELLA ROMANO -------------------------------------------------------------------------------- TAGLI ai dipartimenti, che da 39 saranno subito ridotti a 31, e tra un anno una mappa rinnovata degli assessorati. La commissione Affari istituzionali dà il via libera alla riforma della burocrazia, con lastensione del Pd che chiedeva di ridurre a dieci il numero degli assessorati. La nuova distribuzione delle deleghe degli assessori, che resteranno dodici, partirà il 1? gennaio 2010, come richiesto da un emendamento targato Pd e controfirmato dallUdc, e non più il 1? gennaio 2011. Una riforma che rivoluziona in chiave moderna competenze e responsabilità degli esponenti della giunta: la definizione delle attuali deleghe era ferma al 1962. Adesso il disegno di legge è pronto per affrontare il dibattito in aula. Ci sarà un nuovo assessorato allEconomia, uno alle Attività produttive che ingloba quello allIndustria. LAgricoltura terrà dentro la Pesca, da sempre nellorbita della Cooperazione. Ci sarà lassessorato alla Famiglia, che accorpa il Lavoro. La formazione professionale finirà dentro la Pubblica istruzione. Ci sarà un nuovo assessorato delegato ai rapporti con lArs e un altro alle relazioni con lUnione europea e con lo Stato. Tra gli assessorati destinati alla cura dimagrante cè quello alla Presidenza, che accorperà i dipartimenti di Bruxelles, di Roma e altri extraregionali ma rinuncerà a un dirigente generale alla segreteria di giunta. Mentre gli attuali cinque dipartimenti alla Sanità saranno ridotti a due: «pianificazione strategica» e «attività sanitarie». Lassessorato alla Presidenza non opererà più con la delega del presidente della Regione ma avrà delega piena, come gli altri. È stato votato allunanimità lemendamento che anticipa la riforma. Voluto dal Pd, è stato controfirmato dagli esponenti dellUdc in commissione, Rudy Maira e Salvatore Cordaro. «Se si tratta di una riforma vera, non può stare in stand-by per un lungo periodo ma si deve applicare - dice Antonello Cracolici, presidente del gruppo Pd - Ci batteremo in aula per eliminare quelli inutili come il dipartimento per lufficio di Bruxelles o la sovrintendenza di Palazzo dOrleans. Complessivamente anche i dipartimenti tra un anno diventeranno 24, quasi la metà di adesso». Novità anche sulla riduzione delle "poltrone doro", i posti di sottogoverno nelle società a partecipazione regionale assegnati in genere per premiare i fedelissimi dei politici e risarcire i trombati alle elezioni. Con un emendamento del Pd approvato in commissione, la Regione adesso non potrà indicare più di tre componenti nei consigli damministrazione di enti e società partecipate. «In questo modo si riduce il numero di poltrone di sottogoverno che troppe volte servono solo ad accontentare esclusi o amici eccellenti», aggiunge Cracolici. Limitazione che viaggia di pari passo con la proposta di riduzione a 12 delle 26 spa regionali, guidate da un esercito di 90 amministratori, che a luglio il ragioniere Enzo Emanuele ha predisposto e portato in giunta. E lì giace.