Presentato lintervento di Provincia e Beni architettonici, lavori al Bosco e allOrto botanico Scoperta una "cineseria" nelle sale del palazzo pareti come porcellana La facciata della Reggia di Portici che dà sul Granatello è tornata a splendere. In tre anni è stata completato il restauro promosso dalla Provincia di Napoli, dalla Soprintendenza ai Beni architettonici e per il paesaggio, e dalla Regione. È la seconda tranche di lavori per il palazzo borbonico, sorto nel 1738 per volontà di Carlo III, dopo la Prateria e la Montagnola, contemporaneamente agli ambienti interni, dove si sta realizzando il Museo Ercolanese. Il sito reale, per il quale è già finanziato anche il restauro delle facciate su via Università, diventerà entro la fine del 2008 un grosso polo museale che ospiterà al suo interno un "museo del museo" finanziato con 3 milioni di euro del Por Campania 2000-2006 per i Grandi Attrattori culturali. Si tratta del contenitore per la memoria dell "Herculanense Museum", che raccoglieva nel Settecento e fino ai primi dellOttocento le antichità di volta in volta scavate a Ercolano, e poi confluite nel Museo Archeologico Nazionale. I reperti non saranno spostati dallArcheologico, a Portici andranno riproduzioni e fruizioni multimediali. In unaltra ala sarà invece ospitata la pinacoteca delle opere di proprietà della Provincia, che ora in parte si trova nel caveau del San Paolo Banco di Napoli e in parte in esposizione al Pio Monte della Misericordia. Bookshop e biglietteria saranno al piano nobile. La Reggia conserverà inoltre anche le collezioni museali della facoltà di Agraria, che trasferirà soltanto le attività didattiche nelle Officine Fiore di Ercolano, lasciando il piano nobile e gli ambienti di rappresentanza che saranno adibiti ad attività culturali e museali. In alcune sale monumentali dellala meridionale della Reggia sarà sistemato un Centro di documentazione sui siti reali borbonici. Un museo con giardino, lOrto Botanico, che pure necessita di restauro, come la grande area verde del bosco di Portici, che faceva parte del sito reale e che è rimasto abbandonato per decenni. Il presidente della Provincia, Dino Di Palma, ha finanziato con fondi del bilancio provinciale il restauro in corso del Bosco Inferiore, comprendente anche una peschiera e un laghetto (7 milioni di euro). Anche questi interventi fanno parte di uno studio generale di fattibilità portato avanti dalla Soprintendenza ai Bappsad (dalla gestione Guglielmo e dallattuale di Gizzi) con fondi della Provincia. Il restauro è stato progettato e diretto da un gruppo di tecnici e consulenti di Palazzo Reale, coordinati dagli architetti Tommaso Russo, Maria Luisa Margiotta e Maria Elena Palumbo. Non sono mancate sorprese nei cantieri che hanno interessato linterno del palazzo. Al di sotto dello strato di pittura, scialbando i muri di una sala, è stata trovata una "cineseria" di ottima fattura, un affresco dei primi anni della metà del Settecento che recava tracce di un trattamento a lucido che faceva assomigliare la parete a un porcellana cinese. (s. cer.)