Il sindaco a Napolitano: "Ci aiuti a inaugurare il teatro insieme" Nella prima giornata 700 in coda. Scade lagibilità anche per il Piccinni: Emiliano la firmerò per ogni singolo spettacolo "Il presidente Napolitano faccia da mediatore". Centinaia di persone in fila per partecipare al sorteggio dei biglietti. Domingo: "Pronto a esibirmi anche fuori del teatro" Pressing sul 5 dicembre, appello di Emiliano al Quirinale Il sindaco spera nellopera di mediazione e pacificazione del presidente della Repubblica perché il Teatro Petruzzelli possa riaprire nella notte fra il 5 e il 6 dicembre. Alla vigilia del nuovo sopralluogo della Commissione provinciale di vigilanza sui pubblici spettacoli, previsto per oggi, il primo cittadino muove lennesima pedina nella partita a scacchi che lo contrappone al ministero dei Beni culturali. Lappello a Giorgio Napolitano è un tentativo di svelenire il clima. Intanto, sono cominciate le iscrizioni alla lotteria per vincere uno dei 1.200 biglietti per il concerto del 5 dicembre: ieri si sono iscritti in 636. Il sindaco spera nel presidente della Repubblica. «Gli chiederò unopera di mediazione e di pacificazione perché il Teatro Petruzzelli possa riaprire nella notte fra il 5 e il 6 dicembre», dice Michele Emiliano. Alla vigilia del nuovo sopralluogo della Commissione provinciale di vigilanza sui pubblici spettacoli, previsto per oggi, il primo cittadino muove lennesima pedina nella partita a scacchi che lo contrappone al ministero dei Beni culturali. Lappello a Giorgio Napolitano, che il 6 dicembre sarà a Bari per presenziare, insieme con il presidente russo Dmitri Medvedev, alla consegna della Chiesa Russa al Patriarcato di Mosca, è un tentativo di svelenire il clima. Dicono, infatti, che dallo staff del presidente della Repubblica sarebbe stato chiarito che mai Napolitano avrebbe accettato di presenziare ad un concerto nel Teatro Petruzzelli, in un clima di forte contrapposizione politica. Emiliano, però, non ha perso le speranze. Di certo, per il momento, cè soltanto che il concerto del 5 dicembre si farà. «Placido Domingo ha fatto sapere di essere disponibile a cantare sia nel Teatro sia fuori», rivela Emiliano. Quello che manca, per il momento, è un segnale da Roma. Un cenno di via libera che consenta di inaugurare la struttura nella data stabilita. «I lavori - ribadisce Emiliano - finiranno nel termine stabilito. Il Teatro può riaprire, ma non farò niente contro il volere dello Stato perché non voglio disobbedire». Certo, bisogna fare i conti con le autorizzazioni della Commissione provinciale di vigilanza. Per questo Emiliano cala lasso. «Proprio questa mattina (ieri, ndr) - dice - mi è stata sottoposta per la firma lordinanza con cui da nove anni il sindaco della città consente che il Teatro Piccinni rimanga aperto. Dora in poi, firmerò unordinanza per ogni spettacolo, ma secondo me il Piccinni deve chiudere per ristrutturazione. Anzi, chiedo fin da ora al ministro i soldi per rimetterlo in sesto e non credo che oserà negarmeli, visto che sono stati spesi 50 milioni per ricostruire un teatro privato». Emiliano, che nella tarda mattinata di oggi volerà a Roma per partecipare ad una riunione dei presidenti delle fondazioni liriche, incontrerà in mattinata i rappresentanti della Commissione di vigilanza. «Chiederò ai vigili del fuoco lelenco dettagliato di tutte le cose che non vanno e delle prescrizioni da seguire e di valutare la possibilità di riunirsi in seduta permanente», anticipa. Mentre Emiliano parla, nel salone accanto è una processione interminabile di gente, che lascia le proprie generalità per partecipare allestrazione di uno dei 1.200 biglietti per il concerto del 5 dicembre. Scene di varia umanità. «Signor sindaco, ma se non vengo estratto almeno mi fate fare la comparsa?». È racchiuso in questa richiesta di Giuseppe Russo lo spirito della gente di Bari e provincia che si è messa in coda. Il pensionato di 80 anni, che da bambino interpretò un piccola parte nellAida, è solo uno dei 636 baresi che ieri hanno infilato in unurna trasparente la speranza di essere fra i fortunati. Alle 8 e 30 di ieri mattina, nellandrone di Palazzo di Città, cera già ressa: il primo ad arrivare e a registrarsi è stato Nicola Celio, una ex maschera del Petruzzelli, che per nulla al mondo si perderebbe la riapertura. Per lui flash interviste da vera star. E foto ricordo con il sindaco Michele Emiliano. Nellanticamera della sala del consiglio comunale, su un piedistallo rosso cè lurna di plexiglas che contiene i sogni di tutti i baresi. Attorno ci sono 8 terminali informatici e sedici operatrici in vestito rosso che aiutano la gente a registrarsi per lestrazione. Un notaio controlla la regolarità della procedura che andrà avanti fino al prossimo 30 novembre, quando saranno estratti i primi spettatori del Petruzzelli. In coda non ci sono solo vecchi appassionati. Cè anche chi il teatro lo ricorda solo come un cumulo di macerie. Come Annalisa De Tommaso, studentessa di Ingegneria 24 anni, che in prima elementare scrisse un tema sullincendio che spezzò il cuore alla città. Quel rogo lo ricorda anche Fiorella Mastromarino, mentre imbuca nellurna trasparente la sua cartolina: «È come se una parte della città si fosse addormentata per 17 anni e adesso stesse per rinascere». Il via vai di persone è proseguito fino al pomeriggio.