La biblioteca del Mart, nel seminterrato del museo di corso Bettini, è sempre stata un fiore all'occhiello. «L'Archivio del '900 e la biblioteca hanno ampi spazi, che saranno aperti e fruibili da tutti anche in orari diversi dal museo, per consentire il massimo accesso al patrimonio culturale unico che possediamo» dichiarava nel 2002 la direttrice Gabriella Belli. Ma dal 29 luglio scorso la biblioteca è chiusa ed un cartello sulla porta avverte che «continuerà ad essere chiusa fino alla fine del 2008». Motivo ufficiale: lavori di ristrutturazione. Ma in questi giorni abbiamo constatato di persona che di lavori in corso non ce ne sono. Anche perché tutto lo spazio disponibile (come si vede nella foto a lato) è ingombro di scatoloni delle mostre precedenti. E intanto prende corpo l'idea del museo di «disfarsi» del servizio biblioteca, affidandolo alla Civica Tartarotti, che però ha espresso parere negativo del suo Consiglio. Cosa succede? Bisogna andare indietro di qualche mese per scoprire che già dall'inizio del 2008 l'idea del Mart è di restringere i costi del servizio. Il dirigente amministrativo Ferretti, infatti, comunica alla società delle sorelle Francescotti (che gestiscono da due anni il servizio desk, dopo un contenzioso sull'importo dell'appalto) che il contratto non sarà più biennale, ma per il momento rinnovato di mese in mese. Inoltre la retribuzione viene ridotta. Tutto va avanti a singhiozzo fino a luglio, quando alle Francescotti viene comunicato che la biblioteca verrà chiusa a partire dal giorno 29. E le due - dopo anni di servizio, con grande soddisfazione della clientela internazionale, visto che hanno studiato in Inghilterra e parlano un ottimo inglese - si trovano senza lavoro. In biblioteca rimangono i dipendenti del museo. Che però hanno già abbastanza da fare per continuare la catalogazione delle nuove acquisizioni. E quindi il servizio consultazione viene sospeso. «Chiuso per lavori» recita il primo cartello. Ma ai ricercatori che chiedono di consultare gli archivi nessuno sa dire quando il servizio riprenderà. Anche perché, nel frattempo, i lavori iniziano davvero: la direttrice Gabriella Belli non sa più dove mettere i quadri e quindi lo spazio della biblioteca viene dimezzato, ampliando invece il caveau retrostante per la custodia dei quadri. E i libri? Da tempo il Mart prosegue una sua politica di incremento degli archivi: negli anni si è assicurato importanti fondi documentari e librari (fra gli altri quello di Grubicy, quello di Carlo Belli, il grande archivio Della Grazia sul Novecento italiano). Raggiungendo la strabiliante somma di 70 mila volumi e innumerevoli faldoni di documenti. Questa mole cartacea, al museo, non ci sta. Ecco quindi che il Mart ha collocato una parte delle sue collezioni in un capannone nella zona industriale di Volano. A vederlo, fa un po' impressione: tetto di onduline, montanti arrugginiti. E soprattutto nessun impianto di controllo di umidità e temperatura (come invece è alla biblioteca del Mart). «In che stato si ritroveranno i libri di Carlo Belli alla riapertura degli scatoloni è un'incognita» ci dice un appassionato antiquario trentino. Il problema di Gabriella Belli è drammatico: da una parte le opere d'arte delle diverse donazioni e prestiti (dalla collezione Gio-vanardi alla Vaf Stiftung), dall'altra la crescente mole di libri e documenti. Tutto non ci può stare in un museo che Mario Botta ha pensato «snello». E poi c'è una spesa di gestione (un milione di euro al mese per l'intero museo) che non si riesce a mettere a freno. La soluzione a cui pensa Gabriella Belli si esplicita in autunno: nell'incontro fra il consiglio di amministrazione del Mart e la giunta comunale di Rovereto, poche settimane fa, nasce l'idea di affidare la gestione della biblioteca del museo alla Civica Tartarotti. In sostanza: quando ricercatori ed esperti internazionali volessero consultare documenti e libri del Mart, un bibliotecario comunale si recherebbe dalla Civica al museo e porterebbe «fuori» il materiale richiesto attraverso la piazza. Favorevole Valduga, favorevole il direttore Gianmario Baldi. Ma non il Consiglio di Biblioteca, che richiesto del doveroso parere, dice di no. E boccia in particolare la bozza di accordo: prevedeva una ricaduta di costi sul Comune, mentre il Mart ci avrebbe messo solo un'unità. La decisione spetta ora alla politica: sarà il sindaco Valduga, come assessore alla cultura, a decidere. Intanto la biblioteca è chiusa, e le casse si accumulano rendendo ormai impossibile l'accesso.
TRENTINO - Biblioteca del Mart chiusa fino al 2009
La biblioteca del Mart a Rovereto è stata chiusa il 29 luglio 2008 a causa di lavori di ristrutturazione. Tuttavia, non ci sono lavori in corso e la biblioteca è stata chiusa per motivi diversi. La direttrice Gabriella Belli ha comunicato che la biblioteca verrà chiusa fino alla fine del 2008. I dipendenti del museo continuano a lavorare nella biblioteca, ma il servizio consultazione è stato sospeso. La biblioteca del Mart ha una collezione di 70.000 volumi e innumerevoli documenti, che sono stati trasferiti in un capannone nella zona industriale di Volano. La decisione di chiusare la biblioteca è stata presa per motivi di spesa e di gestione.
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