Prima la villa romana spuntata da sottoterra, poi le resistenze della Soprintendenza, dopo le crepe nelle case intomo e ora il ricorso al Tar. La tele-novela dell'autosilo di piazza Marconi, a due passi dal Duomo - l'opera più attesa e più discussa in città - si allontana di nuovo dalla parola fine. Un incubo per 0 centrosinistra, al governo di Cremona, che già si prepara ad affrontare le elezioni 2009 con "il buco", come rutti chiamano il cantiere, ancora aperto. Gli inizi della storia tormentata del parcheggio - quattro piani, 553 posti auto - risalgono addirittura al 1983 quando partirono gli scavi archeologici propedeutici agli scavi veri e propri per la costruzione del parking. Di rinvio in rinvio e di polemica in polemica i lavori sono cominciati nel 2002. Da allora il traffico in zona è impazzito. Le paratie dell'autosilo ci sono, manca il resto, la parte più importante. La gara d'appalto (più di 8 milioni di euro) per affidare l'intervento è stata gestita dal concessionario, Saba Italia, ed è stata vinta dalla Sea di Marsciano (Perugia). Al secondo posto la Paolo Beltrami, impresa di costruzioni di Paderno Ponchielli (Cr), che ha messo sul piatto un'offerta economica di poco superiore a quella dei concorrenti. L'amministratore delegato del gruppo, Carlo Beltrami, e l'avvocato Giovanni Guareschi hanno incontrato ieri il sindaco Gian Carlo Corada e l'assessore alla partita Daniele Soregaroli, entrambi del Pd, per informarli d'aver presentato ricorso al Tar di Brescia. «Questioni tecniche», altro sulle obiezioni sollevate il costruttore non ha aggiunto. Ora il Tar ha quindici giorni di tempo per concedere o meno la sospensiva: nel primo caso il cantiere rimarrebbe congelato sino a quando i giudici decidano nel merito. Potrebbero volerci mesi, più i diciotto della durata del cantiere. Le lungaggini stanno esasperando i cremonesi e, c'è da scommetterci, piazza Marconi sarà uno dei temi incandescenti della campagna elettorale. È anche per questo che Corada, sindaco uscente e candidato sindaco del Pd, si dice non preoccupato ma «preoccupatissimo» per il rischio di stop e sottolinea: «II Comune non ha nessuna colpa. Se qualcuno ha sbagliato, saremo durissimi e chiederemo i danni». Per Carlo Malvezzi, capogruppo di Forza Italia, lo scaricaba-rile è già cominciato e «la verità è che il sindaco si prepara ad addossare tutte le colpe a Saba. Domanda: il Comune ha vigilato sull'appalto? Avevamo ragione a prevedere che "il buco" sarebbe diventato il Vietnam della giunta».
MILANO II cantiere finisce al Tar: in piazza Marconi resta il "buco"
La villa romana di piazza Marconi a Cremona è stata costruita con un cantiere che ha durato da anni, causando problemi al traffico. Il cantiere è stato gestito dal concessionario Saba Italia e ha vinto la gara d'appalto con un'offerta di poco superiore a quella dei concorrenti. Tuttavia, il costruttore ha presentato un ricorso al Tar di Brescia per le obiezioni sollevate, che potrebbero portare a un sospensivo del cantiere. Il sindaco uscente, Corada, afferma che il Comune non ha colpa e che sarà durissimo con chi ha sbagliato. Il capogruppo di Forza Italia, Malvezzi, accusa il sindaco di addossare le colpe a Saba.
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