Per trasportarlo da Roma a Milano ci vorranno la scorta armata, una teca antisfondamento e una doppia cassa protettiva. Misure speciali. Il più celebre dipinto su tavola del Caravaggio, "La conversione di Saulo", arriverà oggi a Palazzo Marino, dove verrà esposto al pubblico a partire da domenica. Il via libera è arrivato ieri dal ministro dei Beni culturali Sancirò Bondi: l'opera, di proprietà della famiglia Odescalchi, verrà collocata in una capsula con lastre di cristallo stratificate, in modo da evitare gli attacchi dell'umidità e preservare il restauro finito nel 2006. «Mi sono impegnato personalmente affinché arrivi a Milano», ha spiegato ieri il ministro, azzerando l'ipotesi di un annullamento dell'esposizione per motivi di sicurezza. «La commissione tecnica ha dato parere favorevole - conferma l'assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory -. Grazie alla collaborazione tra pubblico e privato, i milanesi potranno ammirare gratuitamente un'opera straordinaria». Il timore di una bocciatura al trasloco, d'altronde, era stato avanzato proprio dal suo vulcanico predecessore: «Alcuni esponenti del comitato non lo vogliono anche se è in perfette condizioni tuonava Vittorio Sgarbi -. Bondi tiri dritto, se la mostra non si fa è un vero scandalo». Mistero risolto. Il quadro, commissionato dal cardinale Tiberio Cerasi nel 1600, resterà nella sala Alessi di Palazzo Marino fino al 14 dicembre. San Paolo folgorato sulla via di Damasco. Il viaggio di oggi, comunque, è soltanto l'ultima avventura del capolavoro: la tavola, dipinta per la chiesa romana di Santa Maria del Popolo, doveva essere posizionata accanto ad un'altra opera di Michelangelo Merisi, la "Crocifissione di San Pietro". Eppure non vide mai la luce perché alla morte del Cerasi (maggio 1601) iniziò a girovagare per l'Europa: prima finì in Spagna, poi venne acquistata nel 700 dalla famiglia Balbi di Genova, quindi tornò a Roma grazie agli Odescalchi intorno al 1950. Nel frattempo, nella Cappella Cerasi finiva la "Conversione di San Paolo", una tela del Caravaggio che ha rappresentato per gli studiosi l'evoluzione pittorica del "Saulo". Cambia la luce, sparisce la figura del Cristo, muta la disposizione del protagonista caduto da cavallo. «È una grande opportunità - aggiunge Finazzer -. Si tratta di uno dei più grandi pittori italiani, nato proprio a Milano». La mostra del "Saulo" verrà prodotta dalla Aleart, mentre MarineAviation ha curato le coperture assicurative. Il Laboratorio Museo tecnico Goppion, infine, ha realizzato la teca: insieme al quadro (alto 2,37 metri e largo l,85), peserà la bellezza di mille chilogrammi.
MILANO Capsula di cristallo e scorta armala: arriva il Caravaggio
Il dipinto "La conversione di Saulo" del Caravaggio, di proprietà della famiglia Odescalchi, arriverà a Palazzo Marino a Milano, dove verrà esposto al pubblico a partire da domenica. Il quadro, commissionato dal cardinale Tiberio Cerasi nel 1600, sarà collocato in una capsula con lastre di cristallo stratificate per preservare il restauro finito nel 2006. Il ministro dei Beni culturali Sancirò Bondi ha dato il via libera all'esposizione, azzerando l'ipotesi di un annullamento per motivi di sicurezza. La mostra sarà prodotta dalla Aleart e coperta assicurativa da MarineAviation, mentre il Laboratorio Museo tecnico Goppion ha realizzato la teca per il quadro.
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