Dopo aver scoperto che «nelle classifiche dei dieci musei più visitati al mondo nessuno è italiano», il ministro Bondi ha annunciato che nel settore museale farà una vera «rivoluzione». Così, presentando a Milano presso la pinacoteca Brera le nuove acquisizioni, ha espresso la novità del suo ministero: «Le risorse per i musei e le aree archeologiche saranno destinate con scelte qualificate e non finiranno più in mille rivoli. In particolare stiamo lavorando a un grande piano di riqualificazione con diversi interventi: messa in sicurezza, miglioramento delle strutture a partire dall'illuminazione, introduzione di manager. Cambierà proprio tutto». Si prospetta quindi, come per Alitalia, una good e una bad company museale, con finanziamenti e cordate pronte solo per quelli considerati di «serie A».