II fax arriva in Soprintendenza alle 12.39 di ieri. Il ministero per i Beni culturali approva il prestito de «La conversione di San Paolo» del Caravaggio, raccomandando un rigoroso controllo nell'imballaggio, a Roma, e poi all'apertura della cassa e quando sarà collocata nella teca climatizzata a Palazzo Marino. Il dipinto arriva oggi e il ministro Bondi dice d'essersi «impegnato personalmente»: la tavola sarà esposta dal 16 novembre al 14 dicembre. Caso chiuso? Tutt'altro. Il caso, per altro, l'aveva aperto ieri l'altro Vittorio Sgarbi: «Vogliono negare il trasferimento. Mi tocca rimettere la tuta di Nembo Kid per salvare la situazione». Ieri esultava: «Ho contribuito a evitare una figuraccia a Milano, a conferma del mio ruolo di assessore...». È andata proprio così? «Non c'era bisogno né di Sgarbi né dell'Uomo ragno» replica Carlo Bertelli, che sta nel comitato di settore al ministero: «La Soprintendenza romana, che già aveva promesso Caravaggio e recuperato la teca, ha chiesto l'autorizzazione il 4 novembre e l'ha ottenuta il 7». Nessun blocco? «No, ma sono molto amareggiato. La tavola è fragile e il trasporto rischioso. Purtroppo non c'è stato il modo e il tempo per dire di no».