CAGLIARI. Ridimensionato dal presidenzialismo e dalla moda politica che rifiuta la mediazioni, il Consiglio regionale ha deciso di reagire. Sia sulla riforma federalista dello Stato, facendosi sentire in Senato con Giacomo Spissu, sia sulla riforma urbanistica, dicendo «no» all'ennesima richiesta di rinvio. E in vista delle elezioni del 2009, che saranno soprattutto una battaglia tra aspiranti governatori, l'Idv ha approvato la linea di Federico Palomba sulle primarie. La riforma federalista dello Stato. Capo delegazione della Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali, Giacomo Spissu è stato ricevuto ieri dalle commissioni Affari costituzionali, Bilancio, Finanze e Tesoro nell'ambito delle consultazioni sul disegno di legge del governo sul federalismo fiscale. A ribadire il peso che la Lega dà a questa riforma, erano presenti anche i ministri Umberto Bossi e Roberto Calderoli. La linea dei Consigli regionali è nota da tempo: chiedono di far parte, come consultori, della commissione bicamerale per gli Affari regionali che dovrà esaminare i decreti attuativi del governo dopo l'approvazione dell'attuale legge quadro. I presidenti delle assemblee regionali, infatti, hanno stigmatizzato la scelta di Palazzo Chigi che ha consultato solo i presidenti delle Regioni e delle Province e i sindaci, trascurando del tutto il punto di vista dei legislatori. «Le assemblee - ha spiegato Spissu cercando di coinvolgere soprattutto gli esponenti parlamentari - sono lo strumento essenziale della democrazia, perché rappresentano contemporaneamente maggioranza e opposizione. Lo Stato, che lascerà sempre più alle Regioni e agli enti locali la gestione dei fondamentali diritti come quelli dell'istruzione e della sanità, non può operare attraverso l'esclusivo rapporto tra organi esecutivi». Il punto centrale della rivendicazione non è stato ancora accolto (dovrà essere previsto nella legge quadro, entro la fine del mese), ma Spissu ha espresso soddisfazione perché sia i presidenti di commissione, sia i ministri leghisti hanno riconosciuto la validità della richiesta. Bossi e Calderoli, del resto, stanno cercando di allargare il consenso sull'attuale testo per contrastare l'ipotesi della Bicamerale per la riforma della Costituzione prospettata nel confronto tra Gianfranco Fini e Massimo D'Alema. Arrivano i punti «caldi» dell'urbanistica. La richiesta (poi superata) della giunta di Renato Soru di rinviare la legge alla commissione consiliare è stata condivida dalla Confindustria sarda guidata da Massimo Putzu. Che la ritiene «inadeguata» e meno urgente rispetto alla manovra finanziaria 2009, che, secondo gli imprenditori, deve avere assoluta urgenza. La presa di posizione della Confindutria non ha lasciato indifferenti i gruppi di maggioranza che avevano già respinto (anche se con forti scontri interni) la linea della giunta. L'idea è quella di andare avanti rapidamente: tra oggi e domani saranno votati articoli decisivi, come quello su chi è titolato ad approvare il Piano paesaggistico. Chiudendo entro questa settimana o anche all'inizio della prossima, l'aula del Consiglio regionale anticiperebbe comunque l'invio della Finanziaria da parte della giunta. Primarie, l'Idv detta le sue condizioni. Senza entrare nel merito dei tempi indicati da di Renato Soru («il nome alternativo entro quindici giorni altrimenti il candidato sarò io»), il coordinamento regionale dell'Italia dei Valori ha approvato all'unanimità la linea di Federico Palomba sulle primarie e ha preso atto del favorevole orientamento del presidente e della segreteria del Pd. Dopo aver denunciato la crisi della coalizione e le inadempienze del Pd a causa dei conflitti interni, il documento dell'Idv afferma che «qualora non sia raggiungibile una posizione comune» sulla scelta del leader sulla base di «speficici programmi e metodi di governo». Se, però, non ci dovessero essere accordi neanche sulle primarie l'Idv «si riserva di scegliere vie alternative sulla base di criteri di autonomia e identità di partito». La minaccia dei dipietristi, in sostanza, è quella di presentarsi da soli. Il coordinamento regionale dell'Italia dei valori ha quindi indetto una conferenza politico-programmatica nella prospettiva della prossima legislatura regionale come contributo a sconfiggere il Centrodestra, alla quale, è detto nel documento, gli elettori non potranno restituire fiducia «considerata anche la disastrosa esperienza in Sardegna dal 1999 al 2004, rispetto alla quale i risultati di quella in corso sono incommensurabilmente migliori». Il documento si conclude affidando a Palomba la promozione di incontri immediati con gli altri partiti del Centrosinistra. Il vertice organizzato dal Pd, che prima deve riunire la direzione, si svolgerà solo martedì 18.