ORISTANO. Aveva un tesoro archeologico nella sua abitazione. Centinaia di pezzi del periodo nuragico, romano e medioevale. Ma questa volta dietro la vicenda non c'è un Indiana Jones di turno o un semplice tombarolo, ma addirittura un ispettore onorario della Soprintendenza. L'uomo è stato denunciato dai carabinieri del nucleo di Sassari del comando per la Tutela del Patrimonio Culturale, con l'accusa di detenzione illegale di materiale archeologico. Proprio in virtù del ruolo della persona denunciata, la vicenda risulta per certi versi ancor più grottesca e per altri ancor più inquietante. Ovviamente in attesa di ulteriori accertamenti che attestino la veridicità delle accuse sin qui mosse. In qualità di ispettore e fiduciario della Soprintendenza infatti avrebbe dovuto non solo recuperare i preziosi reperti, ma consegnare il materiale archeologico ai suoi referenti all'interno dell'ente. Invece, secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri, avrebbe tenuto tutto per sé realizzando pare un magnifico museo personale nella sua casa del capoluogo, ovviamente chiusa al pubblico. Si parla di materiale di importante valore storico e archeologico, che va da preziosi reperti del periodo nuragico a quelli fenicio punico, romano e, soprattutto, il collezionista avrebbe apprezzato in modo particolare i reperti di epoca medioevale. Il blitz dei carabinieri del Comando per la tutela del patrimonio culturale sarebbe scattato giovedì scorso dopo un precedente accertamento e un'indagine durata alcune settimane. Secondo quanto si è appreso - la notizia viene mantenuta riservata proprio per la delicatezza della vicenda che vedrebbe coinvolto l'ispettore onorario - i militari si sono presentati nell'abitazione dell'ispettore con il mandato firmato dalla Procura della Repubblica. Sono andati a colpo sicuro e non hanno avuto alcuna difficoltà ad individuare il grande tesoro archeologico custodito nella casa dove abita assieme alla moglie. I reperti erano sistemati in tutta l'abitazione, a mo' di souvenir e soprammobili per arricchire l'arredamento. I militari erano a conoscenza della presenza di materiale ma sono rimasto sorpresi dalla quantità e soprattutto dalla pregevole qualità dei reperti archeologici. Dopo aver catalogato ogni pezzo, i carabinieri hanno recuperato l'ingente tesoro e lo hanno sequestrato e messo a disposizione dell'autorità giudiziaria. I reperti sono stati quindi esaminati da un archeologo della Soprintendenza per i beni archeologici di Cagliari e Oristano. L'archeologo avrebbe ritenuto il materiale di interessantissimo valore storico e culturale. Vi sarebbero pezzi unici e pregiati. Di particolare interesse scientifico sarebbero alcuni reperti che risalgono al periodo del medioevale. L'indagine dei militari comunque non è conclusa, perché si sta cercando di capire ora la provenienza di quel tesoro. È probabile che molti reperti siano il frutto dell'attività di recupero dell'ispettore, ma non si può escludere neppure che alcuni pezzi pregiati possano provenire anche da siti archeologici.
ORISTANO - In casa un tesoro archeologico
Un ispettore onorario della Soprintendenza per i beni archeologici di Cagliari e Oristano è stato denunciato per detenzione illegale di materiale archeologico. I carabinieri del Comando per la tutela del patrimonio culturale hanno scoperto un tesoro archeologico nella sua abitazione, composto da centinaia di pezzi del periodo nuragico, romano e medioevale. L'ispettore avrebbe tenuto il materiale per sé, realizzando un museo personale nella sua casa, chiusa al pubblico. I reperti sono stati recuperati e sequestrati, e sono stati esaminati da un archeologo della Soprintendenza. L'indagine è ancora in corso per capire la provenienza del tesoro.
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