Il percorso La Sabauda sarà traslocata quando si sbloccheranno i fondi che mancano per il trasferimento a Palazzo reale Una parete dacqua virtuale che simula il corso del Nilo, dalla sorgente al delta. E un percorso sia lungo il fiume, da compiere sulle scale mobili, sia allindietro nel tempo, partendo dal buio per andare verso la luce, dal livello ipogeo da cui inizia la visita ai piani superiori. Si può riassumere in queste poche frasi il senso del progetto e dellallestimento del nuovo Egizio, presentato ieri mattina nella Sala dei mappamondi dellAccademia delle Scienze. Il presidente Alain Elkann era al primo intervento in pubblico dopo la riconferma ai vertici del museo, al suo fianco la direttrice Eleni Vassilika e il progettista Aimaro Oreglia dIsola, che coordina il gruppo di lavoro di cui fa parte lo scenografo Dante Ferretti, impegnato nellallestimento. Di Ferretti lidea del grande muro dacqua, sue altre soluzioni che non si preannunciano invasive, ma intendono dare un garbato glamour al museo. Museo che riaprirà solo in parte, si è saputo ieri, per il 2011. Per i 150 anni dellUnità dItalia si potrà accedere alla grande sala ipogea, destinata ai servizi, dal bookshop alle aule per la didattica (lo scavo nel cortile partirà già in primavera), al piano terreno con un allestimento temporaneo in cui rientra la Tomba di Kha e al primo piano con lattuale configurazione. Per il 2011 saranno anche recuperati lala Schiaparelli, che ospiterà la biblioteca e un ristorante nei piani alti, e il piano seminterrato. La seconda fase, dal febbraio 2011 al marzo 2013, prevede invece la ristrutturazione dei piani alti. «Alla fine questo sarà il Museo Egizio più bello del mondo», ha detto Elkann, passando la parola allarchitetto Isola, che ha tracciato una sorta di percorso del museo che verrà. Dopo lingresso, che sarà possibile da via Accademia delle Scienze e da via Duse, si attraversa il cortile, in cui due vetrate lasciano intravedere in anteprima gli spazi sotterranei. Si scende poi con le scale mobili nellarea accoglienza e servizi. Il viaggio vero e proprio parte da lì, si sale sulla scala mobile «lungo il fiume» e si approda al secondo piano (che sarà lasciato libero dalla Sabauda, ma prima è necessario che si sblocchino i fondi che ancora mancano per il trasferimento a Palazzo Reale e rientrano, come ha spiegato il direttore regionale Liliana Pittarello, nel pacchetto dei 150 anni dellUnità dItalia). Si entra in un salone di 60 metri, recuperato e liberato dalle strutture in cemento. Si parte dalle opere predinastiche e dellantico Regno, in parte esposte in forma di deposito visitabile, per non perdere il gusto della scoperta. E di lì si procede verso altre ere e dinastie, si attraversa una galleria spettacolare con sarcofagi. Si scende poi al primo piano, dove troverà sistemazione definitiva la Tomba di Kha, quasi un museo nel museo, accanto ai reperti del Nuovo regno e dellarea di Deir el Medina, si incontrano poi i sarcofagi del periodo intermedio, quindi le opere di epoche tarde, la tolemaica e la romana, infine la papiroteca. Al piano terreno dopo il 2011 ci sarà un ripensamento dello Statuario, con nuove soluzioni. Ieri sera intanto il museo ha ospitato la Festa dello Scarabeo, cui hanno partecipato gli oltre duecento membri dellassociazione «Gli Scarabei», che sul modello dei donors anglosassoni sostengono il Museo. Si sono impegnati a restaurare il papiro del Libro dei Morti della tomba di Kha.