Così le visite Ad Ariccia lesposizione permanente di una selezione di opere straordinarie, raccolte per passione. Dal Baciccio a Mattia Preti Uno scrigno deccezione per un museo che si annuncia tra i più affascinanti dei dintorni di Roma. È lo splendido Palazzo Chigi di Ariccia, progettato dal Bernini su commissione di papa Alessandro VII nella seconda metà del ?600, ed ora diventato la sede del Museo del Barocco Romano, che riunisce le eccezionali collezioni di arte barocca che il comune di Ariccia è andato acquisendo negli ultimi decenni. Il palazzo, ceduto nel 1988 al comune dal principe Agostino Chigi, mantiene ancora tutti i suoi arredi originali, che sono stati restaurati dopo lacquisizione, ma soprattutto è leccezionale ambiente in cui si sono venute a raccogliere, per una serie di successive donazioni, le più importanti collezioni dellarte barocca romana: la collezione Fagiolo, la collezione Lemme, la collezione Ferrari, la collezione Laschena. Ognuna di esse racconta la storia di una autentica passione per il barocco romano che ha soggiogato nel tempo alcuni amanti dellarte, come il professor Oreste Ferrari, fondatore dellIstituto del Catalogo del Ministero dei Beni Culturali, Renato Laschena, presidente emerito del Consiglio di Stato, Fabrizio e Fiammetta Lemme. Collezioni che si sono andate innestando nella prima, la collezione di Maurizio Fagiolo dellArco, che aveva portato a Palazzo Chigi 48 dipinti che offrono una panoramica completa del ?600 romano con opere del Cavalier dArpino, Baglione, Sassoferrato, Jean Lemaire, Jacques Stella, Jian Miel, Sacchi, Borgognone, Passeri. Ma il nucleo più prezioso della collezione Fagiolo sono i sei dipinti del Baciccio, tra cui un autoritratto, i due di Guglielmo Cortese, due tele di Pietro da Cortona e lillusionistica studio per una finta cupola di Andrea Pozzo. Tra le opere più belle della collezione pazientemente raccolta da Oreste Ferrari cè la straordinaria «Strage degli Innocenti» di Michele Rocca, il «Paesaggio con rovine classiche» di Van Poelenburgh, lo «Studio di rocce» attribuito a Salvator Rosa e uno «studio per composizione con regina» di Luca Giordano. Ferrari ha raccolto anche alcune belle opere dell800, soprattutto vedute della campagna romana come «La marrana della Caffarella» del pittore spagnolo «Enriche Serra y Auque. La quadreria Laschena ha invece contribuito al museo con opere di Mattia Preti, di Giacinto Brandi, di Daniel Seiter, ancora del Baciccio. Capolavori anche tra le 128 opere che provengono dalla collezione Lemme: di nuovo il Cavalier dArpino, il Borgognone, Baciccio, Baldi, e poi Giacinto e Ludovico Gimignani, Maratta, Conca, Giaquinto. Preziosi il bozzetto del Borgognone per SantAndrea al Quirinale, quello di Ludovico Gimignani per la pala dellAssunta di Ariccia, quello di Evangelisti per Santa Maria del Vivaio a Frascati: si compone così, allinterno dellesposizione, una raccolta che permette di ricostruire il concetto del bello nel barocco architettonico romano nel suo formarsi. Accanto a questi nuclei forniti dalle collezioni al museo saranno esposti ad Ariccia alcuni dipinti e disegni donati dal mercante darte e collezionista Ferdinando Peretti, fondatore della Walpole Gallery di Londra, tra cui opere di Francesco Trevisani, Filippo Lauri, Giacomo Zoiboli, insieme a un disegno di Marco Benefial donato da Vittorio Casale.
ROMA - A Palazzo Chigi i capolavori dei collezionisti romani
Il Palazzo Chigi di Ariccia ospita il Museo del Barocco Romano, che presenta una selezione di opere straordinarie di arte barocca romana. Il museo è stato fondato con la donazione di collezioni private, tra cui quelle di Oreste Ferrari, Renato Laschena, Fabrizio e Fiammetta Lemme e Maurizio Fagiolo dell'Arco. La collezione Fagiolo è particolarmente ricca, con opere di artisti come il Cavalier d'Arpino, Baglione e Sassoferrato. Il museo presenta anche opere di artisti del XVII e XVIII secolo, tra cui Michele Rocca, Luca Giordano e Mattia Preti. La collezione Laschena ha contribuito con opere di Giacinto Brandi, Daniel Seiter e il Baciccio.
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