Sotto accusa lex direttore Acierno. Con la carta di credito casinò on line e viaggi Lui denuncia una manovra per screditarlo. Ma il fascicolo sulle spese dellex direttore generale della Fondazione Federico II è già alla Corte dei conti. Giocate al casinò online, viaggi in località esotiche, shopping: tutte voci in uscita nella carta di credito aziendale di Alberto Acierno, ex responsabile dellente culturale dellArs che si è dimesso un anno fa in rotta con il cda. In tutto oltre 115 mila euro che, secondo il collegio dei revisori dei conti, sono stati spesi «senza una adeguata giustificazione». Casinò e viaggi alle Maldive le spese pazze coi soldi dellArs Sotto accusa lex direttore della fondazione Federico II Contestati ad Acierno esborsi per 115 mila euro Gli atti trasmessi alla Corte dei conti La difesa: "Mi avevano clonato la carta di credito e comunque ho rimborsato tutto" Lui nega tutto, e denuncia una manovra per screditarlo. Ma sulle (presunte, almeno finora) spese allegre dellex direttore della Fondazione Federico II ha puntato gli occhi il collegio dei sindaci dellente. E il fascicolo è già finito allattenzione della Corte dei conti. Giocate al casinò on-line, viaggi in località esotiche, shopping sfrenato, il pieno per la barca a Panarea: tutte voci in uscita nella carta di credito aziendale di Alberto Acierno, lex responsabile dellente culturale dellArs che si è dimesso un anno fa in rotta con il precedente consiglio damministrazione presieduto da Gianfranco Micciché. Sarebbero questi i pagamenti che avrebbero fatto montare il maxi debito nei confronti della Fondazione contestato ad Acierno. Quei 115.909,02 euro che, secondo la relazione al consuntivo 2007 del collegio dei revisori dei conti, «rappresentano somme sostenute dallex direttore generale senza una adeguata giustificazione e per le quali la Fondazione non ha ricevuto prestazioni». Su Acierno si allunga lombra di scommesse fatte sul sito Casinolux. com: 81 puntate in tre mesi (da febbraio ad aprile 2007) che sono costate più di 15 mila euro. Ma lui dice no, tutto falso: «Quella carta era stata clonata. Posso provarlo». Negli estratti conto di unaltra carta, sempre intestata alla Fondazione, figurano spese di natura diversa ma sempre inequivocabilmente private. Quelle relative a un viaggio alle Maldive, atollo di Male, acquistato a gennaio del 2007 (cinquemila euro il solo soggiorno, più i costi del trasferimento aereo) e altri pagamenti effettuati nei primi mesi dellanno scorso in giro per il mondo: al grande magazzino "El Corte Ingles" di Madrid, fra l1 e il 2 febbraio dello scorso anno, Acierno ha speso 2.700 euro. Nel mese di agosto 2007, con gli uffici della Fondazione chiusi, Acierno fatturò sulla carta di credito dellente 1.940 euro, relativi a un acquisto di mobili a Castelbuono (580 euro) ma anche a un soggiorno negli alberghi Raya e La piazza di Panarea, dove peraltro lallora direttore generale spese 414 euro alla stazione di servizio Agip, si presume per fare rifornimento di carburante per una barca. E dalla lettura degli estratti conto risultano anche spese effettuate in negozi di telefonini ed elettrodomestici e, ogni mese, il versamento del canone di abbonamento Sky. Proprio stamattina Francesco Cascio, il presidente dellArs che ha ereditato la gestione della Fondazione con un buco da oltre 1,2 milioni di euro, incontrerà il procuratore della Corte dei conti Giovanni Coppola. Una convocazione senza ordine del giorno definito, ma difficilmente non si parlerà della Fondazione. Cascio, poco dopo linsediamento, aveva già scritto una lettera ad Acierno, invitandolo, «al fine di definire la situazione debitoria, a fornire nel più breve tempo possibile adeguati riscontri in merito». A questa missiva, datata 24 giugno, Acierno ha risposto dieci giorni dopo con una nota risentita. Dicendosi «offeso». Anche «in considerazione del fatto che, alla data del 30 novembre 2007, il responsabile amministrativo dellente ha chiuso le partite contabili tra me e la fondazione, con un credito a mio favore di oltre 10 mila euro». Allora, come spiega Acierno quelle spese che risultano dagli estratti conto? E lammanco da 115 mila euro denunciato dai revisori? Una delle cause, secondo Acierno, sta nella clonazione della carta di credito aziendale. Qualcuno, insomma, avrebbe usato a suo nome, ma a sua insaputa, la carta. «Per quanto riguarda le altre spese di natura privata - si difende lex direttore generale - sono state tutte da me rimborsate attraverso una sottrazione di somme equivalenti, ogni mese, dello stipendio». Il cda della Fondazione non conferma questa versione di Acierno. Ma lui si dice tranquillo: «Conservo copia di tutti i documenti». E rilancia: «La verità - dice ancora lex direttore - è che si vuole coprire il fatto che lamministrazione non ha pagato le ritenute dacconto sulle fatture da me presentate per ottenere i miei emolumenti. È quello il vero buco che si intende nascondere. Chissà perché i revisori dei conti non ne hanno parlato. E chissà perché nessuno ha mai voluto alzare il velo sui 13 mila biglietti scomparsi prima della mia gestione. Cascio? Partiva anche lui con la Fondazione, non se lo ricorda?». Gocce di veleno. Il presidente dellArs guarda avanti, dopo avere incassato il sì dellaula alla legge che dovrebbe rilanciare la Fondazione: «Abbiamo ottenuto una robusta anticipazione bancaria e, grazie anche al fatto che non dovremo più dividere con la Regione gli introiti delle visite a Palazzo dei Normanni, siamo avviati a ripianare un debito che superava i 1.200 milioni. I dipendenti della Fondazione sono scesi da 50 a 38 e non è stato nominato un nuovo direttore generale. Ciò determina evidenti risparmi - conclude Cascio - Abbiamo voltato pagina».