Stefano Passigli: "Non possiamo pagare 200mila euro per restare alla Pergola" Anche gli Amici della musica temono la scure del ministero. E se il taglio delle sovvenzioni sarà davvero quel 18 annunciato ufficiosamente, dal prossimo gennaio alla Pergola si ascolterà meno musica che in passato. Infatti i 765 mila euro giunti questanno da Roma (che costituiscono il 51 delle entrate della stagione), nel 2009 potrebbero diventare poco più di 600. Senza contare le minori elargizioni in arrivo dalle fondazioni bancarie a causa della crisi economica e finanziaria globale. A quel punto, spiega Stefano Passigli, presidente degli Amici, «dovremo decidere di programmare meno concerti, essendo del tutto impensabile rinunciare ai nostri standard qualitativi e ridurre le spese generali già adesso allosso». In effetti i cachet degli artisti risultano tra i più bassi della penisola grazie alla rete di relazioni e di amicizie intessuta in novantanni di attività; degli otto dipendenti dellassociazione, solo due sono fissi, gli altri hanno contratti di collaborazione. E mentre per sabato e domenica si attende lensemble capitanato dal violoncellista Mario Brunello con due programmi barocchi, intanto viene cancellata la rassegna «Settembre musica» dopo 23 anni desistenza. Ma ciò che davvero grava pesantemente sul bilancio è invece il costo daffitto del teatro, 200 mila euro lanno. «Una cifra a cui nessuna altra società di concerti italiana deve far fronte; né tantomeno le altre istituzioni musicali cittadine poiché, per il Maggio, le spese dellimmobile sono a carico del Comune, e per lOrt la Regione ha addirittura acquisito il Teatro Verdi, che per giunta può pure essere affittato garantendo allorchestra ulteriori rendite. Noi dunque, con ben 30 mila presenza annue (e unattenzione costante ai giovani, con biglietti da 4 a 7 euro) siamo i soli penalizzati. Tanto più che Comune e Regione contribuiscono alla nostra sopravvivenza con 58 mila euro scarsi, meno del 4 delle nostre entrate». Perciò Passigli chiede che il contributo degli enti locali sia innalzato fino a 200 mila euro, appunto quanto va versato alla Pergola. «In cambio, noi ci occuperemmo di favorire la distribuzione della musica da camera sul territorio regionale; proprio come fa oggi, in campo teatrale, la Fondazione Toscana Spettacolo. Inoltre invitiamo Comune e Regione a concentrate le poche risorse disponibili per la cultura su progetti esistenti, tutelando così quanto di buono già cè. Due esempi per risparmiare: la Casa del Cinema si faccia, sì, ma al Teatro Goldoni, di proprietà pubblica; e si sopprima invece lEstate fiorentina, che le casse comunali non sono in grado di sopportare». A livello nazionale, Passigli proporrà al governo di modificare il criterio dei finanziamenti allo spettacolo dal vivo, eliminandovi il cinema (che ne assorbe il 18) e intervenendo sugli ex enti lirici, colpevoli di divorare la quasi totalità del denaro disponibile. «La loro difesa a oltranza da parte dei sindacati è una battaglia corporativa di retroguardia. Vanno stabilite piuttosto delle graduatorie di merito, non solo fra i vari teatri dopera ma anche fra la produzione lirica e le altre offerte di classica. In questo modo Firenze verrebbe premiata tre volte. Grazie alleccellenza del Maggio, dellOrt, degli Amici».