La mostra Quando la fatica diventa arte una mostra dedicata al lavoro Il titolo è "Valorilavori", fotografa in bianconero le mani, i volti e i gesti del lavoro in Puglia. Sono gli scatti di Ciro Quaranta da ieri in mostra al castello svevo di Bari per iniziativa della Regione e dellInail. Una galleria delle fatiche umane che ha come obiettivo quello di far riflettere sulle condizioni del lavoro soprattutto i più giovani. Lautore è un ex operaio della Belleli di Taranto, finito in prepensionamento per «esposizione allamianto». Quel racconto della fatica in bianco e nero Volti e gesti di operai nelle foto di Ciro Quaranta "Ispirato dalle mani di mio padre" Al castello svevo gli scatti di un ex operaio della Belleli. Una mostra organizzata da Regione e Inail per far riflettere soprattutto i più giovani èsolo un caso che le mani imbrunite dalla terra e scolpite dagli elementi siano di suo padre contadino, nato (ancora un caso) il primo maggio. Mani di lavoratore fotografate dal figlio Ciro Quaranta che sono il manifesto di una mostra carica di significati e dal titolo-anagramma speculare: "Valorilavori". "Il lavoro raccontato attraverso le mani, i volti, i gesti" è il sottotitolo riassuntivo di unesposizione in programma da oggi a giovedì 20 novembre (ma si tratta per una proroga) al castello normanno-svevo di Bari, organizzata dalla direzione regionale dellInail, dallassessorato alle Politiche della salute della Regione con il supporto del ministero per i Beni culturali e della Soprintendenza. Ogni mattina le scolaresche arriveranno qui, vedranno il film breve Il rischio in celluloide che monta le sequenze tematiche più belle da Mimì metallurgico a Metropolis, ascolteranno di sicurezza sul lavoro e poi questo lavoro vedranno fotografato negli ottanta scatti di Ciro Quaranta. Fotografo-operaio di Grottaglie, in forza per trentanni alla Belleli di Taranto come elettricista, fino a quando la fabbrica ha chiuso e lui ha usufruito del prepensionamento «per esposizione allamianto». Il vissuto cè tutto, la radice paterna è forte quanto le tenaglie che suo padre doma tra le mani di pietra. Le foto, di conseguenza, sono straordinariamente ricche danima. «Ne ho molte di più, da sedici anni mi ci dedico ma non da artista, da artigiano piuttosto, discreto osservatore». Empatico con loggetto fotografato, Quaranta ha un occhio vigile, grandangolare e rigorosamente in bianco e nero. Le foto sono suddivise per elementi. Una bella partenza potrebbe essere la ceramica con un trionfo di mani che forgiano la terracotta, le danno forma e condividono del manufatto colore e miracolo. Le cave di Taranto sembrano un gioco di bimbo, un contenitore di gessetti per la lavagna, poi, si raggiunge lacqua con la mitilcoltura, corone di cozze nere che i pescatori portano al mercato o una folla di pescetti (la serialità è una delle caratteristiche di queste foto insieme al gusto del particolare). Il lavoro è anche musica con i bandisti in trasferta o luce con gli addetti alle luminarie che sarrampicano come ragni in reticolati di lampadine. Cè il lavoro di fuoco con le acciaierie delle quali è tristemente ricca Taranto e lingresso degli operai nella fabbrica sembra rappresentare un movimento contrario a quello festosamente immortalato nel primo film dei fratelli Lumiere. Non manca il lavoro della terra con teloni, serre e tralicci per luva che sembrano trincee tenute su dal ferro spinato. Lultimo capitolo è lacciaio, con un reportage allAlenia, anche qui grandangoli ma di ventri cavi daereo. «Ho una personale idea della sicurezza sul lavoro, aumenta in relazione alla passione che ciascuno ci mette e alla formazione che riceve. Se hai una buona cultura del lavoro che fai, i rischi diminuiscono. Alla Belleli, ad esempio, ogni mattina ci istruivano su quanto andavamo a fare» ricorda Quaranta. La Regione dal canto suo, come ricorda lassessore alla Sanità, Alberto Tedesco «intende così costruire una cultura della prevenzione in grado di portare allo svolgimento di un lavoro con rischi calcolati e civilmente sicuro». Con la mostra, aggiunge il direttore regionale Inail Alfredo Violante «abbiamo voluto offrire soprattutto ai più giovani una visione del lavoro diversa da quella propinata loro da talpe, isole e veline. Il lavoro è affermazione della professionalità, e la preparazione è una maniera per tutelarlo». La mostra, aperta tutti i giorni, dalle 9 alle 19 non si ferma qui ma a gennaio sarà a Lecce, poi nelle altre province. Lambizione è di renderla nazionale, così come merita.
BARI - Le fotografie di Ciro Quaranta al castello svevo di Bari
La mostra "Valorilavori" è una esposizione fotografica che si tiene al castello svevo di Bari, organizzata dalla Regione e dallInail. La mostra è dedicata al lavoro e mostra le mani, i volti e i gesti degli operai in bianco e nero. Lautore è Ciro Quaranta, un ex operaio della Belleli di Taranto. La mostra è stata creata per far riflettere soprattutto i più giovani sulle condizioni del lavoro. Ogni mattina le scolaresche visitano la mostra e ascoltano un film breve sul lavoro e sulla sicurezza sul lavoro. La mostra è suddivisa in elementi come la ceramica, le cave di Taranto, la mitilcoltura, il lavoro di fuoco e lacciaio.
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