Torino, sarà pronto nel 2013 Un viaggio per risalire lungo scale mobili lungo un Nilo virtuale, dalle sorgenti al delta. Ma anche un percorso dal buio alla luce, per rivivere il mistero dellantico Egitto. Il presidente Alain Elkann ha presentato ieri il progetto per il nuovo Museo Egizio: la prima tranche sarà pronta nel 2011, quella definitiva due nel 2013. Al suo fianco la direttrice Eleni Vassilika, il progettista Amaro Oreglia dIsola e il premio Oscar Dante Ferretti, che cura lallestimento. Sua lidea di unenorme parete in vetroresina che simula il letto del Nilo, posta di fronte agli impianti di risalita dalla sala ipogea sotto il cortile ai piani alti, dove saranno esposti 6500 reperti. In primavera si inizia a scavare nella corte del Palazzo dellAccademia delle Scienze che ospita il museo. Il museo si arricchirà di oltre 10mila metri quadrati di spazi restaurati. Il progetto, dal costo di 50 milioni di euro finanziati dai soci fondatori (Regione, Provincia e Città di Torino, Fondazione Crt e Compagnia di San Paolo, che partecipa per metà della spesa) renderà visitabili i depositi con i loro 26mila pezzi.
TORINO - il nilo VIRTUALE del nuovo museo egizio
Torino, sarà pronto nel 2013 Un viaggio per risalire lungo scale mobili lungo un Nilo virtuale, dalle sorgenti al delta. Ma anche un percorso dal buio alla luce, per rivivere il mistero dellantico Egitto. Il presidente Alain Elkann ha presentato ieri il progetto per il nuovo Museo Egizio: la prima tranche sarà pronta nel 2011, quella definitiva due nel 2013. Al suo fianco la direttrice Eleni Vassilika, il progettista Amaro Oreglia dIsola e il premio Oscar Dante Ferretti, che cura lallestimento. Sua lidea di unenorme parete in vetroresina che simula il letto del Nilo, posta di fronte agli impianti di risalita dalla sala ipogea sotto il cortile ai piani alti, dove saranno esposti 6500 reperti. In primavera si inizia a scavare nella corte del Palazzo dellAccademia delle Scienze che ospita il museo. Il museo si arricchirà di oltre 10mila metri quadrati di spazi restaurati. Il progetto, dal costo di 50 milioni di euro finanziati dai soci fondatori (Regione, Provincia e Città di Torino, Fondazione Crt e Compagnia di San Paolo, che partecipa per metà della spesa) renderà visitabili i depositi con i loro 26mila pezzi.
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