Tra i numerosi messaggi dallarme piovuti sulle teste dei milanesi negli ultimi mesi, ce nè uno che fa tremare più di tutti: continuiamo a non sapere che cosa questa Expo lascerà in eredità a Milano. Sì, più ancora del buco di 3 miliardi nel budget per le opere infrastrutturali, peraltro gravissimo. Ieri a Palazzo Giureconsulti cerano i direttori dei progetti urbanistici di Barcellona e Berlino a spiegare come si trasforma una città sulla scia di un grande evento. Chi ha avuto la fortuna di trascorrere anche solo qualche giorno della sua vita a Barcellona e Berlino prima e dopo le Olimpiadi da una parte e la caduta del Muro dallaltra, sarà rimasto incantato dalla bellezza della trasformazione. La Barceloneta su tutto: i catalani hanno ritrovato come dincanto lamore per una zona della loro città fondamentale ma che era ormai diventata completamente invivibile, brutture e delinquenza sono state costrette a lasciar spazio e eleganza e vivibilità. LExpo sarà per Milano quello che sono state le Olimpiadi per Barcellona e i Mondiali di calcio per Berlino. Ma a poco più di sei anni dal fischio dinizio, non sappiamo ancora che cosa questa Expo lascerà alla città. Un grande contenitore senza un contenuto, ecco cosè in questo momento lEsposizione. Perché il progetto è ambiziosissimo, dar da mangiare al mondo, ma non ha declinazioni cittadine. Oltre allampliamento dei padiglioni della Fiera e la loro successiva trasformazione in residenze, non cè ancora nulla. Il tempo scorre senza pietà. Ieri anche il sottosegretario Castelli ha ammesso che mancano 3 miliardi e che non arriveranno certamente da questa Finanziaria. Sono soldi che servono per le metropolitane. Sì, è vero, era un progetto già esistente, ma indispensabile a maggior ragione in chiave 2015, una grande cosa da lasciare in eredità a Milano dal novembre del 2015. Le metropolitane, dunque. E poi? Unidea potrebbe essere fare un tuttuno tra Rho-Pero e Milano, dando seguito a quella suggestione che ha già prodotto lo spostamento della Fiera dal centro cittadino alla periferia. Ma al momento non cè nulla di concreto, se non una vaga e assolutamente teorica via dacqua. Come e in che modo lExpo cambierà Milano? Ecco, questo vorremmo sentir dire al più presto dalla Moratti. E non si nasconda, il sindaco, dietro alle liti per la società operativa, a uno statuto ancora da approvare. Questa è burocrazia che prima o poi arriverà a soluzione. Le cose più importanti sono le idee, i progetti. Vediamoli. Perché sei anni in Italia sono pochissimi e Milano non può perdere questa occasione.