Levento In anteprima gli autoritratti di Zavattini e le tavole di Spinello Aretino Nuove acquisizioni per la pinacoteca di Brera: da oggi fino a domenica a Palazzo Litta di corso Magenta si potranno vedere in anteprima due tavole del Trecento di Spinello Aretino e 20 mini-autoritratti della collezione dello scrittore Cesare Zavattini, recentemente acquistati dal ministero dei Beni Culturali. E da domenica prossima un altro capolavoro della pittura sarà visibile in città: la Conversione di Saulo del Caravaggio, in mostra nella sala Alessi di palazzo Marino fino al 14 dicembre. ANNA CIRILLO In mostra due tavole di Spinello Aretino e una ventina di disegni dalla collezione di Cesare Zavattini Dal Trecento agli autoritratti larte arriva a Palazzo Litta E da domenica un Caravaggio in Comune Da oggi e fino a domenica cè un buon motivo in più per andare a Palazzo Litta. Ospita per sei giorni due splendide tavole della fine del ?300 realizzate dal pittore toscano Spinello Aretino e una ventina dei 152 piccolissimi autoritratti (grandezza massima 8x10) provenienti dalla più vasta collezione raccolta dallo scrittore e sceneggiatore Cesare Zavattini. È lanteprima degli ultimi acquisti del ministero dei Beni culturali per la Pinacoteca di Brera, che ha speso 490mila euro per i dipinti su tavola raffiguranti San Lorenzo e San Giovanni e 827mila euro per gli autoritratti. Si possono vedere riuniti ora (ingresso gratuito dalle 10 alle 19, corso Magenta 24) e poi chissà quando. Anche se la Pinacoteca ha in programma per il 2009, anno del bicentenario, una serie di iniziative che potrebbero prevedere anche una mostra di queste ultime acquisizioni, soprattutto gli autoritratti. Invece le tavole dovrebbero già essere esposte a Brera nella sala dedicata alla pittura delle origini, una volta conclusa lanteprima. Aspettando Caravaggio, quindi, ci si potrà deliziare a Palazzo Litta. Il dipinto del Merisi «La conversione di Saulo», proprietà della famiglia Odescalchi, arriva a Milano già oggi e sarà esposto a Palazzo Marino, sala Alessi, da domenica fino al 14 dicembre. Lo ha assicurato il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi: «Mi sono impegnato personalmente», ha detto. Mente si avvicina a grandi passi il momento della Grande Brera tanto annunciata: lallargamento della Pinacoteca negli spazi dellAccademia, dopo il trasferimento delle aule di questultima negli 8mila metri quadri dellex distretto militare di via Mascheroni. Un trasloco che sarà compiuto, tra una cosa e laltra, tra non meno di un anno e mezzo. Per cui i lavori a Brera partiranno, se va bene, alla metà del 2010. Con lobiettivo di essere pronti prima del fatale 2015. «Fra una decina di giorni verrà firmato il protocollo dintesa tra ministero e Comune di Milano - ha aggiunto Bondi ieri a margine della presentazione delle acquisizioni per Brera e dei nuovi uffici milanesi del ministero, allinterno di Palazzo Litta - . Sarà un protocollo di varie iniziative culturali in vista dellExpo. Oltre alla Grande Brera spero possa riguardare anche la Biblioteca Europea». I pannelli di Spinello Aretino, che fanno parte del medesimo polittico smembrato, hanno «colori forti e una pittura semplice, diretta, immediata, di chiara tendenza gotica che caratterizza questo vero riformatore della pittura toscana», spiega Sandrina Bandera sovrintendente della Pinacoteca. Mentre i «minimi» di Zavattini sono stati collezionati dallo sceneggiatore, che nutriva una passione per larte e dipingeva, a partire dagli anni 40, chiedendo agli amici pittori - Carrà, Manzù, De Chirico, De Pisis, Depero, Sironi, Soldati, Severini, Melotti, Ligabue, per citarne alcuni - esclusivamente autoritratti. Piccolissimi solo per necessità: il formato mignon costava meno. Zavattini arrivò ad averne 1500, e riempivano come una tappezzeria le pareti della sua casa romana.