Massimo Miglio, diplomato geometra, ha cinquantotto anni, venti dei quali trascorsi salvaguardare la città di Roma dagli abusi edilizi. Ha iniziato alla fine degli anni Ottanta come semplice funzionario del IV Municipio della Capitale. Fino al 1999, anno in cui Francesco Rutelli ha sottratto lUfficio antiabusivismo dal marasma della macchina burocratica capitolina e lha portato allinterno del gabinetto del primo cittadino. Da quel momento il poi, Miglio è diventato il Geometra. Con larticolo determinativo e la «G» maiuscola. Nemico inflessibile di ogni abuso edilizio, nellultimo decennio Miglio è riuscito ad abbattere più di mezzo milione di metri cubi di edifici costruiti illegalmente e ha eseguito oltre 1.200 sequestri. Un record per lItalia. Un record forse inarrivabile che al Geometra è valso, nellordine, due auto bruciate, unaggressione e centinaia di messaggi intimidatori. Non si è fermato di fronte a niente e nessuno, Miglio, riconfermato nel suo incarico di capo dellufficio antiabusivismo anche negli anni delle giunte Veltroni. La sua corsa si e fermata tre giorni fa. Quando la giunta di Gianni Alemanno gli ha dato il benservito. Motivazione: le nuove leggi non consentono il distacco di un dipendente dellAma (la municipalizzata che gestisce i servizi ambientali di Roma) al gabinetto del sindaco. «Sono stato scaricato con un fax e senza nemmeno una telefonata di preavviso. Tutto questo è davvero poco chiaro», è stata la reazione di Miglio. Poco chiara, con senno di poi, è stata la dichiarazione che Alemanno aveva rilasciato allAgi l11 ottobre scorso, dopo che alcune indiscrezioni avevano ventilato la possibile epurazione di Miglio. «Il dottor Miglio - aveva giurato il sindaco - gode della fiducia dellAmministrazione». Neanche un mese dopo, quella fiducia si è trasformata in un licenziamento in tronco. Chi lo conosce bene giura che il capo dellUfficio antiabusivismo di Roma non se lè passata bene negli ultimi mesi. Con lavvento della nuova giunta di centrodestra, al Campidoglio Miglio si è trovato di fronte alcuni personaggi che aveva conosciuto in ben altra veste. Come lex leader romano di Forza Nuova Antonio Lucarelli, oggi capo della segreteria di Alemanno, a cui «il Geometra» aveva demolito alcune strutture abusive sulla Nomentana. Non è tutto. Tra le "vittime" dellinflessibilità di Miglio cè un altra vecchia conoscenza del sindaco: allex portavoce del primo cittadino, Cristiano Carocci, lufficio antiabusivismo della Capitale aveva sequestrato il cantiere (illegale) di una villa allEur. Non cè abuso di fronte al quale «il Geometra» abbia chiuso un occhio: dalla veranda irregolare di palazzo Fendi allappartamento del deputato udc Nando Adornato, passando (ha ricordato la cronaca di Roma di Repubblica) per una villetta in via Margutta «presa in affitto dalla madre di Gennaro Farina, responsabile dellUfficio centrale centro storico della giunta Veltroni». Contro lepurazione di Miglio è in atto una protesta bipartisan. Il deputato pd Walter Verini, braccio destro di Veltroni, ha presentato insieme ad alcuni colleghi uninterpellanza urgente al ministro Bondi. Il capogruppo democratico al consiglio comunale, Umberto Marroni, ha negato che i distacchi dalle aziende del comune «non sono illeeglei» e sostenuto che «dietro la revoca di Miglio cè la volontà politica del sindaco». Lepurazione dei Geometra è stata oggetto di commenti anche durante la festa di compleanno di Goffredo Bettini, attorno al quale si sono radunati, ieri, costruttori in odor di veltronismo (Pierluigi Toti) e non (Francesco Gaetano Caltagirone), imprenditori di rango (Giancarlo Elia Valori e Andrea Mondello), berlusconiani doc (Gianni Letta). Pare che molti di loro, sicuramente Caltagirone e Toti, non abbiano condiviso la scelta della giunta Alemanno di licenziare Miglio. Diversa, giurano fonti autorevoli, sarebbe la posizione «del costruttore Bonifaci, editore del Tempo, a cui sarebbero riconducibili alcune costruzioni poste sotto sequestro dal Geometra». Voci, soltanto voci. Lunica certezza, anche se non rappresenta certo una prova, è che il Tempo è stato iI solo giornale della Capitale a non aver dato notizia delle polemiche sul licenziamento di Massimo Miglio, geometra inflessibile, anni cinquantotto. Che ora potrebbe essere "recuperato" dallamministrazione provinciale, guidata dal pd Zingaretti.
ROMA - In festa Roma abusiva Alemanno licenzia lo sceriffo anti-scempi
Massimo Miglio, un geometra di Roma, ha trascorso venti anni a salvaguardare la città dagli abusi edilizi. È stato nominato capo dell'ufficio antiabusivismo nel 1999 e ha demolito oltre mezzo milione di metri cubi di edifici costruiti illegalmente. Ha anche sequestrato oltre 1.200 cantiere. Miglio è stato licenziato dalla giunta di Gianni Alemanno senza preavviso, motivazione: le nuove leggi non consentono il distacco di un dipendente dell'Ama. Miglio ha dichiarato che la sua fiducia nel sindaco si è trasformata in licenziamento in tronco.
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