Mentre in Comune si dibatte su quanti soldi vadano destinati alle grandi mostre, chi le debba organizzare e chi debba decidere se e come farle, lassessore alla Cultura, Sergio Gaddi, se ne esce con una dichiarazione dal sapore di provocazione: «Destiniamo lun per cento del bilancio comunale alla cultura». Luscita di Gaddi arriva allindomani degli ultimi sviluppi emersi dalla giunta di giovedì scorso. Lesecutivo di Palazzo Cemezzi ha scelto di demandare la decisione sul futuro delle maxi rassegne di Villa Olmo a un dibattito politico interno alla maggioranza. In merito alla cifra da prevedere per il 2009 e il modello di gestione da seguire, sarà lesito del dibattito a dare precise indicazioni. Il che appare come un tentativo di sottrarre il "monopolio" delle grandi mostre a Gaddi, il quale, in questi cinque anni, ha avuto sempre la responsabilità di predisporre in autonomia i progetti delle rassegne, compreso il piano delle spese e degli introiti previsti. Ma dopo lultima mostra, finita con un buco di 484mila euro (che saranno ripianati attingendo allavanzo di gestione nel prossimo assestamento di bilancio) la sua responsabilità e competenza vengono ora messe in discussione. Gaddi, però, insiste per avere più risorse a disposizione, affermando implicitamente che se un "buco" cè stato, la causa è da ricercarsi nella carenza di finanziamenti che lamministrazione comunale mette a disposizione della cultura. Da qui la proposta di destinare a questo settore l1. Una proposta già avanzata nei giorni scorsi in commissione cultura. E pare che più di un consigliere della stessa maggioranza abbia apprezzato lidea. «Su 90 milioni destinati alle spese correnti nel bilancio 2008 - ha detto Gaddi - solo 230mila euro sono riservati allassessorato alla Cultura per organizzare e promuovere eventi artistico-sulturali o per dare contributi alle associazioni del territorio. Se si contano anche i finanziamenti stanziati per il teatro la cifra sale a 390mila euro. Ma rimaniamo sempre nellordine dello 0,5 del bilancio. La mia proposta è di portare i finanziamenti per la cultura a l1 del bilancio comunale». Vale a dire 900mila euro. Gaddi, al ritorno dal workshop delle città darte a Lucca, svoltosi alla presenza del ministro Sandro Bondi, parla di una visione programmatica: «In un momento di crisi come quello che stiamo affrontando, può sembrare paradossale questa proposta. Invece, si tratta di guardare al futuro e allo sviluppo di una nuova economia. Del resto le mostre di Villa Olmo hanno già dimostrato di rappresentare un grande affare per la città, grazie allindotto che generano (stimato in almeno 2 milioni di euro). Investendo nella cultura possiamo rendere Como una città dattrazione per nuovi imprenditori culturali e creare anche nuovi posti di lavoro». Non è dello stesso parere il sindaco Stefano Bruni che laltra sera, in diretta su Etv, ha detto che «visto il momento di difficoltà economica, il rapporto costi-benefici delle mostre è troppo alto, infatti ai costi per lamministrazione oltre al "buco" vanno aggiunti i 100mila euro di investimento (totale, dunque, circa 600mila euro)». Bruni ha poi aggiunto: «Il ruolo di Caddi è fondamentale, ma il modello di gestione va rivisto. Deve essere il consiglio comunale a decidere come proseguire e quale debba essere il tetto massimo di spesa per le mostre». }tii - r"lit.:,"1 9711i41 f a Fte -a ;liì. ,3j.,L.,fi . . ,z., , :. .... G A: VILLA OLMO x .;1 illle G ,i y Lipotesi più probabile per la grande mostra del 2009 sono le Avanguardie russe