PESCARA «Hai visto un ecomostro?», è con questa domanda che ha preso il via sul web la campagna di Repubblica.it, il portale del quotidiano nazionale che si è avventurato in un viaggio alla ricerca del "brutto" che non lascia via di scampo agli scempi che deturpano il bel paese, Abruzzo compreso. Sono i cittadini comuni a segnalare i giganteschi mostri, spesso figli di abusi edilizi, che poi vengono inseriti nel sito con tanto di foto e descrizione. Il risultato è una mappa interattiva dell'Italia, in cui basta un semplice clic sulla zona d'interesse per essere proiettati in un incubo ambientale oltre che estetico. Gli ecomostri abruzzesi riportati sulla cartina sono più di uno. Colate di cemento in aree di grande pregio naturalistico, come lo scheletro di alcune unità abitative piazzate nel bel mezzo dei verdi prati del Parco nazionale d'Abruzzo. Sempre in montagna, tra i boschi di Marsia di Tagliacozzo, un complesso abusivo lasciato tra l'altro nel più totale degrado. Nelle vicine Marche, in località Madonna della Vittoria, una foto dall'alto ritrae sgradevoli ammassi di costruzioni. «Abusi e illegalità non risparmiano niente e nessuno, ma il colpo d'occhio della mappa dà l'impressione che a finire nel mirino degli speculatori siano soprattutto le coste», spiega il giornalista Valerio Gualerzi che cura la pagina del sito dedicata ai mostri dei giorni nostri. Di sicuro le strutture abusive sulle coste sono più visibili, come nel caso del grattacielo di Termoli (Molise), che si staglia sull'orizzonte piatto del mare, circondato da una natura rigogliosa. La campagna di denuncia, condotta con l'ausilio di Ecoradio e Legambiente, sta portando alla luce un mondo sommerso, ma all'appello mancano ancora molte brutture ed è facile rendersene conto. Per Augusto De Sanctis, del Wwf, «basta guardarsi intorno per inciampare in nuovi ecomostri», il viadotto di Villa Santa Maria in provincia di Chieti, il Lotto Zero a Teramo, il Residence in costruzione a Francavilla al Mare. «Per questo» spiega Marco Lamonica del network Ecoradio, «chiediamo a tutti i cittadini di continuare a mandare le loro segnalazioni al nostro indirizzo di posta elettronica ecomostriecoradio.it , corredandole il più possibile di fotografie che diano immediata visibilità alla denuncia».