Chi guarda Roma dallalto vede una bella torta con uno spicchio verde, come le rappresentazioni grafiche delle statistiche. Un cuneo che parte dal cuore della città, i Fori, e si amplia verso i colli Albani. Pare quasi unanomalia urbanistica, dallalto, ma è una vittoria della bellezza contro il cemento. Il parco dellAppia antica. Frutto delle battaglie civili di molti ma soprattutto di uno, Antonio Cederna il "reporter dello scempio", fondatore di Italia Nostra, il don Chisciotte con la spada sguainata contro la speculazione edilizia nel Belpaese. A quel parco ha dedicato la vita, dal primo storico articolo del 1953 «I gangsters dellAppia» alla morte nel 1996 da presidente dellallora Azienda consortile per il parco. Infaticabile nel denunciare icontinui abusi roditori di un parco che ancor oggi cè più sulla carta che nella realtà. Pare dunque naturale che i suoi libri e documenti, donati dalla famiglia allo Stato, debbano restare proprio lì, sullAppia. Larchivio Cederna aprirà al pubblico il 12 novembre prossimo nella villa Capo di Bove acquistata dallo Stato nel 2002. Un luogo emblematico. Fu costruita negli anni Cinquanta sopra una cisterna romana, rivestita di pezzi antichi e con afianco splendide terme dill secolo d.C. di cui prima degli scavi non si sapeva nulla, mentre ora sono già aperte al pubblico. Dunque una storia a lieto fine e una bella sorpresa come ce ne potrebbero essere tante lungo lAppia. E invece ancora oggi prevalgono quelle brutte. «Solo pochi giorni fa è spuntato lennesimo abuso edilizio proprio sulla via», sbotta sconsolata Rita Paris, responsabile della via Appia per la Soprintendenza archeologica di Roma. Abusi che «allontanano sempre più lidea di parco», come osserva Paris. È in prima linea sullAppia proprio dal 1996. «Ho incontrato Cederna poche volte e mi ripeteva: forza Paris, coraggio! Mi ha convinto che prima o poi qualcosa di buono per lAppia accadrà». Ed è sempre Paris la curatrice dellarchivio Cederna: 1.450 fascicoli con documenti, note, appunti, corrispondenze. E poi la sua biblioteca e foto, tantissime, scattate da lui stesso che mostrano unItalia oramai scomparsae denunciano gli scempi del passato. Archivio che, grazie a un accordo con lIstituto per i beni culturali dellEmilia Romagna e limperlo della società Regesta, dal 12 novembre sarà anche online assieme a filmati con e su Cederna firmati Rai e Istituto Luce (www.archiviocederna.it). Il messaggio è chiaro: limpegno e lappassionato lavoro di una vita non devono svanire ma continuare a servire la società civile. Paris conosce bene lattualità e lutilità delle carte di Cederna: vi trova di continuo argomenti e spunti per le sue campagne e azioni di tutela. Mapossono epotranno servire amolto altro ancora in Roma, in Italia, in Europa, Molti dei maltrattamenti al paesaggio denunciati da Cederna, purtroppo, sono ancor oggi nodi irrisolti.