Allex ode sorgeranno torri alte fino a 92 metri, con 24 piani. Previsti un migliaio di posti-auto interrati. Si va in altezza - fino a 92 metri - e in profondità - fino a 100 metri - e si costruiranno tre torri nellarea dellex Umberto I. Due torri di 92 metri (esattamente 91 e 80 centimetri) e una di 89 metri (88 metri e 60 centimetri). La più alta dunque sarà una volta e mezzo il Donatello. Vuol dire 24 piani contro i 14 del palazzo di piazzale Candiani. La filosofia è quella di andare in alto, più in alto che si può, per recuperare il più possibile spazio sotto casa, a terra. E sarà tutto spazio pubblico. Molto più di adesso. Oggi gli edifici del vecchio ospedale occupano 16 mila metri quadrati e i nuovi edifici ne occuperanno 12 mila. Lintero complesso ospiterà 429 appartamenti -costreanno in media 4 mila euro al metro quadro). Esattamente 40 saranno sotto i 50 metri quadri, 97 sugli 80 metri, 134 sui 100 metri, 115 fino a 120 metri quadri e 43 oltre i 120 metri quadri. Più 6 mila metri quadri di commerciale Coin è 15 mila metri, per capirci - e 9 mila metri quadrati di direzionale. Il complesso avrà mille posti auto sotto terra. Mettendo insieme tutto il cemento arriviamo ad una superficie coperta di 12 mila, metri quadri su una superficie di 51 mila metri quadrati complessivi. Tutto il resto è verde - ma cè anche una piazza molto grande sul lato di via Circonvallazione. E il verde sarà verde vero, tipo bosco e non verde tipo giardini pensili. Ecco perchè ling. Flavio Zuanier può presentare il suo progetto sullex Umberto I come un intervento di de-cementificazione di Mestre. E' la filosofia di questo intervento, che riguarda il cuore della città, e stata spiegata nei dettagli ieri mattina al Candiani nel corso di un incontro organizzato dal Comitato Interclub Service di Mestre. Incontro voluto dal prof. Antonio Serena il quale ha messo insieme - lo aveva già fatto in precedenza per un dibattito sul nuovo ospedale - tutti i club services della città. Flavio Zuanier ha presentato perla prima volta alla città i suoi progetti. E stato prodigo di dettagli costruttivi ed ha spiegato in modo semplice e chiaro che le 429 appartamenti fondazioni di queste tre torri dovranno scendere fino a 100 meda 50 a 120 mq tri di profondità "perchè la base Seimila metri è molto ridotta e nel mondo non si vedono edifici di questa altezza poggiare su piante così piccole novemila di uffici le". Dunque, lo studio Zuanier ha dovuto affrontare e risolvere problemi complessi dal punto di vista ingegneristico "a queste altezze e con queste basi le torri oscillano con il vento e certo non si può mandare qualcuno ad abitare in un appartamento che si muove", dal punto di vista urbanistico "abbiamo condiviso la richiesta di non costruire sul parchetto di via Antonio Da Mestre" e di risparmio energetico "gli edifici saranno in classe B o addirittura A per quanto riguarda la bioarchitettura". Infine, il progetto sullUmberto I tiene conto dellemergenza idraulica che riguarda anche la zona di via Circonvallazione "che è area depressa". Tantè che è stata prevista una vasca di contenimento delle piogge in eccesso di 1 milione 300 mila litri. Insomma la filosofia della costruzione - come ha sintetizzato Gianfranco Bettin - è ampiamente condivisibile perchè questi edifici permettono di costruire quel centro città di cui Mestre ha bisogno. E il prosindaco Michele Mognato ha parlato espressamente di una "nuova grande città" che sta nascendo tra piazza Barche e Altobello, tra il parco di San Giuliano e il Nuovo ospedale. La grande Mestre però ha il suo baricentro proprio qui e se la filosofia costruttiva ha conquistato e convinto moltissimo, ha entusiasmato poco il "disegno" e cioè larchitettura, la "pelle" degli edifici come lha chiamata ling. Zuanier. Perchè le tre torri restano tre "subiotti" assolutamente anonimi, totalmente. senza anima, senza vita, che non dicono nulla. E siccome linvestimento che fa la cordata di imprenditori rappresentata da Zuanier è di 250 milioni di euro, il consiglio sarebbe quello di dare il progetto architettonico in mano a qualcuno che riesca a dare alle soluzioni tecnologicamente avanzate di Zuanier la "pelle" giusta. Tanto per dargli un po di anima, un minimo, perchè tre torri così sono il simbolo della vecchia Mestre, Mestre la brutta.