«Sono a disposizione della magistratura, con tutti i documenti, per fare finalmente chiarezza sulle attività del Madre». Eduardo Cicelyn, direttore del museo di arte contemporanea di via Settembrini, tende la mano alla Procura che sta indagando sui sistemi di sicurezza della struttura e gli intrecci societari ad essa collegati attraverso verifiche affidate a vigili urbani e Guardia di finanza. Ma al tempo stesso difende levento «Madrenalina», che giovedì sera ha richiamato centinaia di persone: «Organizzo questappuntamento da un anno, ho una regolare autorizzazione rilasciata dal Comune di Napoli. Non è una discoteca, si tratta di un momento culturale. E comunque non spetta alla polizia giudicare nel merito uno spettacolo. Mi contestino le irregolarità, se riescono a trovarle». Poi Cicelyn illustra passo dopo passo lassetto organizzativo del museo, a partire dalla Fondazione regionale da lui diretta e finanziata dalla Regione Campania (nel 2008 con 5 milioni di euro) che le ha affidato in comodato duso il palazzo di via Settembrini. «Oltre a me, ci sono quattro dipendenti che si occupano di curare aspetti culturali, comunicazione, organizzazione di mostre e manutenzione delle opere spiega - Nel pieno rispetto della legge Ronchey la Fondazione ha stipulato un contratto in global servite con la società Scabec, al 51 di proprietà della Regione e al 49 di privati, che gestisce tutte le attività del Madre». Tra le aziende private, riunite in Ati, figurano anche lEletta Mondadori e la Pierreci: la prima si occupa, per conto della Scabec, del bookshop (pagando una percentuale alla Fondazione), la seconda gestisce invece la biglietteria, il bar e la ristorazione. Questultimo servizio, tuttavia, «è stato "esternalizzato" dalla Pierreci che, anziché assumere cuochi e camerieri, ha scelto di affidarsi in questa fase a società di catering con le quali vengono di volta in volta stipulati contratti a termine. Così prosegue - si garantisce sempre un pasto caldo ai visitatori senza eccessivi rischi imprenditoriali». Quindi il contrattacco: «Questi - tuona Cicelyn - sarebbero gli intrecci societari? lo sono sereno perché rispetto la legge fino in fondo, sia dal punto di vista della sicurezza che delligiene delle cucine. Certo, se poi cercano il cavillo, allora è un altro discorso. È come il vigile urbano che ferma lautomobilista per un controllo. Se gli è antipatico, certamente troverà qualcosa che non va per sanzionarlo. Penso, comunque - conclude - di essere vittima di strumentalizzazioni contro quella che è considerata una creatura di Bassolino, ma dimostrerò di avere ragione». Come? «Stiamo ristrutturando unarea di 400 metri quadrati allinterno delledificio di via Settembrini che, da dicembre, ospiterà una discoteca. Porterò lì anche Madrenalina. É la strada migliore per fugare ogni sospetto, comè compito di una istituzione pubblica», Intanto il caso finisce in Parlamento: il deputato del Pdl Amedeo Laboccetta interroga i ministri dellInterno e dei Beni culturali per accertare che non ci siano «responsabilità erariali e penali», «Certi comportamenti - aggiunge - danno lidea di una città dove tutto è possibile e tollerato. La magistratura vada fino in fondo». A invocare una riorganizzazione è invece Roberto De Masi, componente della segreteria provinciale del Pd: «Il rispetto della legalità va garantito sempre e comunque, in ogni circostanza. Questa può essere loccasione giusta perché la politica si riappropri del settore dettando nuove regole».
NAPOLI - Madre, sfida ai vigili: non troverete irregolarità
Il direttore del museo di arte contemporanea di via Settembrini, Eduardo Cicelyn, si è presentato davanti alla Procura di Napoli per rispondere alle indagini sui sistemi di sicurezza del museo e sugli intrecci societari. Cicelyn difende levento Madrenalina, un evento culturale che ha richiamato centinaia di persone, e sostiene che non è una discoteca. Ha anche illustrato lassetto organizzativo del museo, che include la Fondazione regionale e la società Scabec, che gestisce tutte le attività del Madre. La Procura ha iniziato a indagare su possibili irregolarità. Il caso è stato portato all'attenzione del Parlamento, con l'intervento del deputato del Pdl Amedeo Laboccetta.
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