Si intensificano i rapporti tra Torino e l'Egitto. La sovrintendente del museo Egizio Anna Donadoni ha, infatti, scritto una lettera al ministero dei beni culturali chiedendo l'autorizzazione a sigla-re un gemellaggio con quello del Cairo. Il 27 novembre scorso aveva fatto visita a Torino il segretario generale delle antichità d'Egitto Zahi Hawass che dopo una conferenza al Lingotto si era intrattenuto in privato col sindaco Chiamparino. In quella occasione si affacciò l'ipotesi di stringere i rapporti di parentela tra la capitale africana e Torino ma anche di istituire in futuro la sede di un consolato onorario il cui insediamento non è prossimo. Il gemellaggio tra i due musei invece sì, questione di mesi: Donadoni sta aspettando una risposta dai funzionar!. «La richiesta è stata consegnata un paio di giorni fa - spiega - Quando avrò ricevuto il via libera da Roma potremmo annunciare di essere gemellati a tutti gli effetti con il museo egizio più importante del mondo». Si tratta solo di un primo passaggio per arrivare a un'alleanza strategica vera, un matrimonio che potrebbe avere valenza sotto il profilo commerciale. L'idea era venuta ad alcuni club (Fidapa, Lions) che avevano scritto alla sovrintendente invitandola a prendere in considerazione l'idea. La città di Torino invece potrebbe gemellarsi con quella di Alessandria d'Egitto, ipotesi questa che circola sempre più insistentemente negli ambienti di palazzo civico e che era maturata durante gli incontri del sindaco con le autorità egiziane nei mesi scorsi. Torino insomma stringe i rapporti con l'Egitto, legame che c'è sempre stato e non soltanto per la presenza del museo che è il primo al mondo per costruzione e secondo solo a quello del Cairo per importanza delle raccolte. Va detto infatti che la raccolta archeologica di Torino fu iniziata a partire dal settecento e istituita sotto forma di museo vero e proprio 1824 dal re Carlo Felice di Sardegna durante gli anni della riscoperta della civiltà egizia seguita alla spedizione napoleonica in Egitto. La raccolta torinese ha nella collezione Drovetti il proprio nucleo originario, costituito da 30.000 pezzi che illustrano arte e vita quotidiana ai tempi dei faraoni. La collezione Drovetti è stata arricchita nel corso del tempo da acquisizioni e da reperti provenienti dagli scavi in loco avviati da Ernesto Schiaparelli, direttore del Museo alla fine del secolo scorso, e proseguiti dal successore Giulio Farina fino agli anni '30. Gli scavi condotti dal museo hanno portato all'acquisizione di oggetti appartenenti ad un arco di tempo compreso tra il predinastico (4000 a.C.) e l'annessione all'Impero Romano (31 a.C.) e provenienti da diverse località (Giza, Eliopoli, Valle delle Regine, Gebelein, Assuan, ecc.). Tra i reperti acquisiti figurano gli aggetti rimasti nella tomba violata della regina Mefertari, la prediletta di Ramses II, il corredo inviolato della tomba dell'architetto Kha e della moglie Merit, il naos di Sethi I per il dio Ra a Eliopoli. Nel 1966 l'Egitto ha donato al Museo torinese il tempietto rupestre fatto scavare da Thutmosi III nel 1430 a.C. a Ellesjia, per ringraziare l'Italia dell'attività svolta a tutela dei monumenti nubiani che sarebbero stati sommersi dal lago Nasser. Le raccolte sono divise per argomenti: le prime due sale sono dedicate alla statuaria e conservano capolavori della scultura egizia quali le statue di Ramses II, dei faraoni Thutmosi III e Amenhotep II; la statua più antica conservata dal Museo è quella della principessa Redi, risalente al 2800 a.C. Le raccolte offrono anche un ricco repertorio di oggetti della tradizione funeraria egizia: dai vasi canopi per la conservazione delle viscere dei defunti, agli amuleti per l'aldilà alle statuette funerarie. Sono esposti anche sarcofaghi, con vari esempi di materiali e lavorazioni. Oltre alle mummie di dignitari e gente comune sono conservate anche le mummie di animali sacri, con l'oggettistica legata al loro culto. La vita quotidiana è riccamente rappresentata da reperti riguardanti il mondo del lavoro (martelli, zappe schegge e cocci utilizzati dagli scribi e dai disegnatori), da vasellame, utensili, parti di parrucche, specchi e pettini, ceste, stoffe pregiate, papiri.