Il regista barese cresciuto con Giorgio Strehler mette in guardia sulle possibili strumentalizzazioni Pagliaro: "Lì dentro il mio cuore la politica deve restarne fuori" Dopo tanti anni unintera generazione di giovani baresi non ha potuto godere di un suo bene. Il sovrintendente ora sta facendo un ottimo lavoro Invitati solo gli operai del cantiere. I posti per i cittadini saranno estratti. Il sindaco: "Il 6? Deciderà Bondi" Sorteggio per il 5 dicembre. Emiliano: "Linaugurazione dei baresi" Si farà la festa di fine lavori con Placido Domingo, ma per la serata di gala con Zubin Mehta deciderà il ministro dei Beni culturali. Il sindaco fa partire la macchina organizzativa per il concerto del 5 dicembre e si rimette alla decisione del ministro per lappuntamento del giorno successivo. «Se il ministro vorrà, il concerto del 6 si potrà fare - dice Emiliano - In ogni caso il 5 dicembre celebreremo la chiusura del cantiere insieme con i cittadini, gli operai che hanno ricostruito il Teatro e i sindaci della provincia di Bari». Da martedì sarà possibile iscriversi per partecipare al sorteggio di 1.200 posti per assistere alla serata del 5 dicembre. Potranno tentare la fortuna i residenti a Bari e provincia che abbiano compiuto almeno 16 anni. Il sorteggio è fissato domenica 30. Levento, che comincerà alle 23.30, avrà per protagonista il tenore Placido Domingo. DI GIACOMO E LORUSSO RAFFAELE LORUSSO «La politica resti fuori dal Teatro Petruzzelli». Walter Pagliaro fa un appello alla ragione. Alla vigilia del suo ritorno a Bari con una regia teatrale (sarà al Teatro Piccinni dal 19 novembre, con la Contessina Mizzi di Arthur Schnitzelr), spera di essere fra coloro che, il 6 dicembre, varcheranno la soglia del "nuovo" Petruzzelli. «È lì che ho imparato ad amare il teatro», racconta da barese cresciuto artisticamente con Giorgio Strehler. Che idea si è fatto della vicenda Petruzzelli? «Mi pare che la politica stia cercando di appropriarsi di un evento che invece appartiene ai cittadini, al pubblico, agli artisti. Cè il tentativo di mettere il cappello su qualcosa che non ha niente di politico. Tutto ciò fa male allintelligenza, al cuore e al senso di giustizia, che deve far sentire le proprie ragioni. Non si può restare sempre vittime del politico di turno». Il ministro dei Beni culturali dice che bisogna aprire nel più breve tempo possibile, ma dopo aver risolto le questioni in sospeso con la proprietà privata. «Mi pare una dichiarazione generica. Vuole aspettare? E che cosa si fa nel frattempo? Che cosa succede agli impegni già presi con artisti, cantanti e direttori dorchestra?». Che cosa ha rappresentato il Petruzzelli nella sua formazione artistica? «Io sono cresciuto con e nel Teatro Petruzzelli. Penso agli spettacoli visti da ragazzo, alle tessere omaggio per il quartordine che regalavano a noi studenti del liceo "Flacco". Lì ho imparato anche ad amare la lirica. Non vedo lora che riapra e mi fa piacere di aver già avviato una collaborazione con la fondazione di Bari». Cè un suo lavoro rappresentato nel Teatro Petruzzelli cui è particolarmente affezionato? «Ricordo con piacere Lo strumento scordato. Una trilogia con un vero e proprio viaggio nel Petruzzelli, realizzata insieme con mio fratello Guido. Da unindagine sui rapporti fra lattore e la scrittura si giungeva ad esplorare i luoghi fisici del teatro. I racconti erano ambientati nel foyer, nel palcoscenico e nel sottopalco. Cerano Lino Capolicchio, Virginio Gazzolo e Paola Mannoni». In che modo, secondo lei, dovrebbe essere rilanciata lattività del rinato Teatro Petruzzelli? «Il sovrintendente Vaccari sta già facendo un ottimo lavoro. È una persona seria. Garantisce sempre ottimi cast alle compagnie. Ha progetti che aspettano soltanto di essere presentati al pubblico. I politici non capiscono che la crescita di un territorio e di una popolazione dipende anche dal teatro. Bari non ha avuto un contenitore per 18 anni. Questo significa che unintera generazione non ha potuto avere un rapporto con il Teatro Petruzzelli. Molti ragazzi non hanno i ricordi delle generazioni precedenti». La ricostruzione del Teatro come ricostruzione della memoria? «Esattamente. È la ricostruzione delle memoria e dellidentità socio-culturale della città, che attualmente mancano. Quando ad una città si toglie il teatro, è la barbarie». Per la fondazione lirica di Bari lei ha già firmato al Piccinni La voix humaine, Gianni Schicchi e la Clemenza di Tito. Lhanno già contattata per la regia di unopera nel Teatro Petruzzelli? «Ad ottobre 2009 dovrei firmare la Walkyria, di Richard Wagner. È unopera meravigliosa: ci sto già lavorando». Ci sarà alla prima del 6 dicembre? «Se mi invitano, vengo di corsa. Basta che mi lascino un biglietto per un posto, e mi metto davanti alla porta con due ore danticipo». DOMENICA, 09 NOVEMBRE 2008 Pagina IV - Bari Il retroscena E Bondi tratta con DAlema per lapertura col governo Evitare lo scontro. E anche lo strappo. Se a Bari si litiga, a Roma si dialoga. E si cerca di mediare. Raccontano che il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, abbia discusso della vicenda Petruzzelli in una telefonata con Massimo DAlema. Entrambi, a quanto è dato sapere, hanno convenuto sulla necessità di non politicizzare in alcun modo la riapertura del Teatro. Linaugurazione deve essere una festa per tutti. Il fatto che Emiliano abbia deciso di lasciar decidere al ministro la data della serata di gala, limitandosi ad organizzare una festa di fine lavori il 5 dicembre, è un segnale in questa direzione. Forse è la quadratura del cerchio.
BARI - Petruzzelli, la grande notte
Il regista barese Walter Pagliaro, cresciuto con Giorgio Strehler, mette in guardia contro le possibili strumentalizzazioni della riapertura del Teatro Petruzzelli a Bari. Il sovrintendente Vaccari sta facendo un ottimo lavoro, ma Pagliaro teme che la politica cerchi di appropriarsi di un evento che appartiene ai cittadini. Il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, ha discusso della vicenda con il ministro dell'Interno, Massimo DAlema, e ha convenuto sulla necessità di non politicizzare la riapertura del Teatro.
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