"Sembra una spianata speriamo nel tempo..." Sarebbe stato meglio usare la fiamma ossidrica per rendere più irregolari le pietre, come fossero vissute «Sì, leffetto finale della nuova piazza Santa Maria Novella è un po da grande spianata, insomma, non un granché. Personalmente avrei evitato la lavorazione a striature delle pietre. A questo punto, speriamo nellusura del tempo. Le pietre lavorate sono fragili e per fortuna si scheggiano subito, rendendo irregolare la superficie?». Paola Grifoni, soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici, ha a lungo studiato il progetto di ripavimentazione di piazza Santa Maria Novella, firmato dallarchitetto Maurizio Barabesi dellufficio Belle Arti del Comune. E il risultato finale, racconta, è leffetto di una serie di "accorgimenti", con cui si è cercato di ovviare all effetto piazza darmi del nuovo manto di lastre di pietraforte di alberese serigrafata, con leggere e rade striature, intervallate da sottili liste di acciaio Corten. «Io - dice Grifoni - avrei preferito decisamente la fiammatura delle pietre, cioè la lavorazione della superficie con la fiamma ossidrica, che rende la pietra più scura irregolare, in un certo senso ?ammorbidendola e facendola sembrare già vissuta». E infatti la sensazione di troppo nuovo e liscio che nella nuova piazza potrebbe, almeno allinizio, dare un senso di freddezza ed estraneità. Da qui gli "accorgimenti" richiesti dalla soprintendenza: dalle aiuole verdi, non previste in un primo momento, e che serviranno anche, sottolinea Grifoni, «a evitare che la piazza si trasformi in mercatino», agli arbusti che dovranno punteggiarle, una novità dellultima ora. Allo stesso scopo serviranno sia i due obelischi, che torneranno più o meno al loro posto, e le panchine di acciaio Corten, con dentro dei proiettori video («ma non certo da usare regolarmente, in una piazza come questa»). Mentre la vecchia fontana degli anni ?30, non di valore, ma che la soprintendenza avrebbe voluto mantenere al suo posto «anche in questo caso per movimentare di più la superficie della piazza» ha dovuto, invece, andarsene per sempre. (m.c.c.)