A lanciarlo, da Roma, è il ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, che in una nota dichiara: «Da troppo tempo ormai lo storico Museo Filangieri di Napoli, importante esempio di collaborazione pubblico-privata nella fruizione di un patrimonio culturale di grande valore, versa in esecrabili condizioni di incuria e abbandono». Uno stato di degrado che ha portato, come è noto, alla chiusura ormai decennale della piccola ma preziosa struttura di via Duomo, nel quattrocentesco Palazzo Como, sede dal 1882 del Museo Civico intitolato a Gaetano Filangieri. Della vicenda, dopo gli appelli dell'ingegner Giampaolo Leonetti, dal 2004 - su mandato del sindaco Rosa Russo Iervolino - direttore del Museo dopo essere stato Soprintendente del Pio Monte della Misericordia, si sono occupati a più riprese i giornali della città. E ieri, la sollecitazione del ministro: «Auspico che il sindaco di Napoli - prosegue Bondi - si adoperi affinché il Comune riprenda il proprio impegno nella Fondazione e ripresenti quanto prima alla Regione Campania il progetto di ristrutturazione e adeguamento degli impianti, già approvato dalla soprintrendenza e dalla giunta comunale, permettendo così a Napoli e all'Italia di ritornare a godere delle straordinarie collezioni di dipinti, sculture, arredi, maioliche, porcellane e armi, sia orientali che occidentali, custodite in questo Museo». Leonetti ha quantificato in 2 milioni e mezzo di euro la spesa dei lavori di adeguamento del museo, con una durata prevista di due anni; i finanziamenti dovrebbero essere stanziati dai fondi regionali Pit-Por per il 2007-2013. In aggiunta peraltro agli stanziamenti straordinari che ogni anno il Comune continua a erogare (250mila euro nel 2005, 235mila nel 2006 e 195mila nel 2007) per la gestione del Museo, che costa circa 400mila euro annui. Perché il Filangieri, Fondazione privata su modello degli «Arts and Crafts Museums», è un luogo museale che nella sua identità non è solo sito espositivo ma sede di studio, ricerca e sperimentazione nel campo delle arti applicate.