Tutino e il regista Pizzi presentano lopera di Marschner, ma è gelo con i sindacati che, nonostante lincontro col sovrintendente, minacciano sciopero Alle finestre appare lo striscione "Teatro più fondazione uguale fallimento" «Cercheremo di mantenere i toni della festa», assicura il sovrintendente Marco Tutino. «Stiamo allestendo unopera bellissima», promette da parte sua Pier Luigi Pizzi, impegnato agli ultimi aggiustamenti della regia di «Der Vampyr», lopera romantica del tedesco Heinrich Marschner scelta per linaugurazione, sabato prossimo alle 19, della stagione lirica più incerta e tribolata della storia del Teatro Comunale. Da una parte la festa, appunto: unopera alla prima esecuzione italiana, con un cast internazionale (il vampiro è il baritono Detlef Roth, Malwina è Carmela Remigio, Edgar sarà interpretato da John Osborne, Humphrey da Harry Peeters, più altri 12 interpreti sul palco), oltre alla direzione musicale di Roberto Abbado. E un allestimento «surreale più che realistico - promette Pizzi - , trasportato nella contemporaneità, perché questa storia di vampiri ha validità ancora oggi. I vampiri in fondo ci sono ancora, sono tra noi, mi diverte crederlo». Nel backstage, però, la festa è messa a dura prova da un clima di alta tensione. «Darò loro una versione più equilibrata e realistica delle cose rispetto alle forzature giornalistiche degli ultimi giorni», ha detto laconico Tutino, motivando così lincontro convocato per il pomeriggio di ieri con i dipendenti del teatro. Un incontro di rassicurazione? «Non sono un rassicuratore - ha risposto - mi piace dire la verità e la dirò ai dipendenti». Nel pomeriggio lincontro cè stato, e Tutino ha informato i dipendenti che per il momento i loro stipendi non sono a rischio. I lavoratori questa mattina comunque saranno in assemblea con le sigle sindacali nazionali. Nulla di dichiarato ufficialmente, ma non è esclusa la scelta di uno sciopero. La mobilitazione è evidente: alle finestre del teatro ieri, durante la manifestazione degli studenti anti Gelmini, sono stati affissi striscioni: «Teatro Fondazione Fallimento», recitava il primo. Il sindacato degli autonomi ha cominciato a scaldare gli animi. La Fials accusa Tutino di «prendersela con tutti»: con gli altri teatri, con i suoi colleghi, con il teatro e i suoi dipendenti, «mettendo in discussione stipendi e posti di lavoro e dando allesterno unimmagine pessima del teatro». «Questo delirio è proprio di chi ha perso completamente il controllo, non sa più cosa fare», aggiunge la nota. «Chi gestisce non può scaricare tutto sugli alti costi di gestione», aveva lamentato il giorno precedente unaltra sigla sindacale, la Fistel-Cisl. Viceversa, per il terzo anno consecutivo, Unipol continua a esprimere la sua fiducia alla Fondazione, sostenendo la «Prima» della stagione dopera: «La nostra sponsorizzazione è un gesto di fiducia per questo il Teatro Comunale», ha detto Pierluigi Stefanini, presidente del gruppo finanziario, ieri alla conferenza stampa, incitando tutti «al gioco di squadra». Si riferiva alle dichiarazioni di Paolo Cacchioli, direttore dellArena del Sole, secondo cui le attenzioni per la lirica penalizzerebbero gli altri teatri cittadini. Tutto il cast del «Vampyr» si è unito agli appelli per la sopravvivenza del teatro italiano. «Io non ho rinunciato a battermi», ha detto Pizzi che, oltre ad essere regista, è anche direttore artistico del Festival di Macerata. «Fa molto male vedere che ai politici italiani, i quali peraltro non vanno a teatro, la cultura non interessa nulla». «Questo non è il mio Paese - ha aggiunto uno degli interpreti, John Osborne - ma è una situazione molto triste». Teatro Duse. Cofferati: "È il governo che se ne deve fare carico" «Bisognerebbe favorire la trasformazione del Duse da teatro di ospitalità a teatro di produzione, così da accedere ai fondi del Fus», ha dichiarato ieri il sindaco Cofferati durante lincontro con i sindacati dei lavoratori del teatro di Cartoleria. Inoltre, ha aggiunto, «Eti e Governo dovrebbero accollarsene i costi (circa 1,2 milioni lanno, ndr) per i prossimi tre anni». La Soprintendenza ha avviato la procedura per vincolare limmobile: provvidenziale, poiché viceversa il Comune non ha possibilità di vincolarne la destinazione duso. Tuttavia il proprietario, Stefano Degli Esposti, rassicura: «Io tengo a questo teatro e voglio che teatro rimanga». Nel braccio di ferro tra Comune e Ente Teatrale Italiano, chi rimane sospeso a un filo sempre più sottile è sempre il Teatro Duse: «Ad oggi non abbiamo ancora ricevuto dal governo nessuna comunicazione ufficiale».