Sesto anno di un festival che questanno apre al contemporaneo Si comincia con la Medea di Von Trier Per tre anni si sono cimentati nella ricerca delle sviste dei kolossal del cinema, con laiuto del pubblico hanno scovato i nonsense delle pellicole più costose della storia solo per raccontare la verità documentata che sta dietro alla leggenda di miti ed eroi. Così gli archeologi e gli storici del Museo Nazionale hanno conquistato un pubblico ogni anno sempre più numeroso che ha seguito con piacere quelle proiezioni così speciali, in cui le figure di cellulosa diventavano improvvisamente reali, grazie alle letture critiche e alle interpretazioni documentate degli studiosi. Da oggi e fino alla fine di aprile la storia ritorna di scena allArcheologico, con la stessa formula delle edizioni precedenti ma con una novità, lapertura al contemporaneo. Sei le pellicole di argomento storico in programma, scelte tra i film dautore di registi contemporanei. Vale la pena, allora, di assistere agli incontri del sabato pomeriggio al Museo con "Il cinema racconta la storia". Per vedere, ad esempio, come i fratelli Coen hanno trasfigurato lOdissea e in che modo hanno portato sullo schermo Ulisse, Penelope e Polifemo in "Fratello, dove sei?". Per capire come la storia sinsinui nella nostra età contemporanea, in tempi di ritorno ad ideali che sembravano dimenticati. Così gli archeologi del Mann hanno schierato il meglio del cinema indipendente mondiale: Lars Von Trier, Theo Anghelopoulos, Joel e Ethan Coen e Matthew Barney. Ci sarà anche la sua opera monumentale, il ciclo "Cremaster" che lo ha consacrato come artista tra i più innovativi della scena internazionale. Una serie di film che narra della nascita delluniverso e arriva fino ad oggi, scritti dal genio visionario di Barney, in cui domina la potenza visiva delle immagini tra storia, sogno e allucinazioni, una vera epopea per immagini a metà tra cinema sperimentale e videoarte. Due ore tra la proiezione degli stralci dei film, la spiegazione e il dibattito con il pubblico. Si comincia oggi alle 17 con la "Medea" di Lars Von Trier, film girato per la televisione nel 1988, ispirato alla tragedia di Euripide ma calato in ambientazione attuale. Il film contiene già gli elementi più tipici dello stile di rottura del regista di "Dancer in the dark" sebbene lui avesse dichiarato, ai tempi, di aver trattato il tema con «il massimo rispetto possibile». Il viaggio nel passato e nella memoria di un paese, lex Jugoslavia devastata dalla guerra propone una svolta nella storia recente con "Lo sguardo di Ulisse" di Theo Angelopoulos, premio speciale della giuria a Cannes nel 1995 con linterpretazione di Harvey Keitel. In programma anche due eventi: la proiezione degli estratti di "The Cremaster Cycle" di Matthew Barney, di solito visibile nelle sale museali, e la visione del mondo fantascientifico raccontato da Andrej Tarkovskij in "Solaris". Da non perdere anche "Fratello dove sei?" dei Coen, con un esilarante George Clooney in coppia con John Turturro e una spassosa Holly Hunter nei panni di Penelope.