Jovana Temanovich fa il terzo anno di pittura e dice: «Con tutto il rispetto, chissenefrega dei muri un po' sporchi... i problemi dell'Accademia di Brera sono altri, ma non si risolvono certo spostandola fuori città». Caterina Zacchetti, quarto anno di scultura: «Su pulizia e ragnatele, in realtà, noi studenti potremo anche passar sopra. Il punto è che non ho neanche lo spazio per girare attorno al cavalletto delle mie sculture». Il direttore, Ferdinando De Filippi: «Ne siamo convinti anche noi, ripeto, che il palazzo vada decongestionato. Che servano altre soluzioni per affrontare il passaggio dai tradizionali 4 agli attuali 20 corsi di diploma, più 2 master post laurea, più 3 corsi di specializzazione. Anzi anche noi aspettiamo i 20 mila metri quadri che in due anni dovrebbero essere pronti alla Bovisa... Ma l'Accademia deve comunque conservare almeno i corsi storici pittura, scultura, decorazione nella sua sede iniziale». Il problema principale come sempre sono i soldi: ma non solo. Perché la questione del cosiddetto «degrado» architettonico del palazzo di Brera che di per sé potrebbe essere soprattutto una questione di manutenzione ai quattromila studenti che la frequentano non interessa poi molto. Jovana per esempio, che prima di approdare a Brera ha girato le accademie di Londra, Parigi e Vancouver, sostiene che le da più fastidio «il fatto che le aule al pomeriggio siano chiuse perché non ci sono bidelli ad aprirle», o che «non c'è una camera oscura», o che «ci ripetano continuamente di usare poca acquaragia...». Eppure negli ultimi anni molto è stato fatto, insistono direttore e professori. A cominciare dall'organizzazione della biblioteca interna e soprattutto dalla catalogazione ad opera della coordinatrice Francesca Valli che ha reso finalmente fruibile lo sterminato patrimonio dei suoi oltre 600 dipinti, 20 mila disegni, 25 mila foto e 800 gessi: «Solo nell'ultimo decennio sottolinea la professoressa Valli l'Accademia ha restaurato oltre mille opere d'arte senza alcuna spesa da parte dello Stato». «Il fatto è che certe foto riprende De Filippi non rendono giustizia alla realtà che, malgrado i muri da reimbiancare, si svolge dentro l'Accademia»: e ci sarà pure un motivo, rivendica il direttore, se l'istituto è comunque «l'unico del settore che in Italia ha ottenuto la certificazione di qualità Iso 9001». Certo la burocrazia, riconosce di nuovo, ci mette del suo per non facilitare le cose. Pinacoteca, Accademia, Orto Botanico, Biblioteca, Osservatorio, Museo astronomico, Istituto lombarda, tutto nello stesso edificio, e ciascuno col suo ministero di riferimento. «La faccenda dell'ampliamento dell'istituto verso San Carpoforo dice il direttore fu emblematica: non ci diedero l'autorizzazione a spendere 30 milioni per fare un bagno come si deve, autorizzandoci a spendere anche di più per toilette chimiche orribili...». «Eppure anche per la manutenzione interviene il professor Gastone Mariani, di scenografia basterebbe uno sponsor». «Ci sono anche sponsor: ma la burocrazia ha poi per bloccato tutto non abbiamo avuto risposte». «E lei ricorderà riprende De Filippi che uno l'avevamo anche trovato: ma quando abbiamo chiesto di poter procedere in quel senso non abbiamo neppure ottenuto risposta...».