A meno di sessanta giorni dalla scadenza del mandato di Salvo Nastasi - il commissario andrà via il 31 dicembre - si torna a parlare del futuro Consiglio di amministrazione e della nomina di un sovrintendente. Comune e Regione non intendono subire eventuali decisioni unilaterali del governo. Il sindaco Rosa Iervolino taglia corto: «Non esiste un problema San Carlo», ha detto. Il governatore Antonio Bassolino invece, entra nel merito: «Quando si arriva alla scadenza del commissario, le istituzioni tutte nominano i Cda, e i Cda fanno le scelte che devono fare». Un eventuale ritorno di Maurizio Pietrantonio, sovrintendente al teatro di Cagliari, personalità vicina ad Alleanza nazionale, per ora non viene presa in considerazione. Amedeo Laboccetta, parlamentare di An ed estimatore di Pietrantonio, liquida così l'argomento: «Maurizio Pietrantonio è un grande amico mio, ma non so se è già pronto per un teatro come il San Carlo che è patrimonio dell'umanità. Posso dire che apprezzo molto il lavoro che sta facendo Nastasi». Tuttavia da Cagliari trapela che il sindaco Ugo Floris sarebbe stato contattato dallo stesso Pietrantonio che gli avrebbe riferito dell'offerta ricevuta da Napoli ma che non avrebbe preso una decisione definitiva. Il senatore del Pd Riccardo Villari sulla questione si augura «che la politica resti fuori dalle scelte e che al San Carlo arrivi una personalità importante». Ma la partita San Carlo è aperta. Chi in queste ore è stato vicino a Nastasi ha avuto modo di percepire il suo stato d'animo. Per il commissario la vicenda delle nomine sarebbe stata giudicata «dolorosa a livello personale». Vero? Strategia? Difficile dirlo. Dalla capitale arriva l'eco che il ministro Sandro Bondi intenderebbe mettere in campo per il San Carlo la nomination di un manager puro che però sia in grado di far funzionare il teatro come un'azienda, con le giuste motivazioni per arrivare a coinvolgere i privati. Come accade per la Scala di Milano e a Roma. Naturalmente una nomination da concertare con le istituzioni locali quando ci sarà da decidere. Ma c'è anche un'altra chiave di lettura della vicenda manager: prima di affrontare la gestione del San Carlo, la Iervolino vuole vederci chiaro nei conti, nel senso che fatta salva la stima per Nastasi, il sindaco prima di riprendere le chiavi del Massimo napoletano vuole chiarezza sui conti. Un manager nominato dal ministro nei prossimi giorni potrebbe essere allora il primo paletto intorno al quale costruire il nuovo cda a partire da gennaio. Con reciproca soddisfazione di Bondi e della Iervolino. Nomi? Possibile un ticket per salvaguradare anche l'aspetto artistico. In queste ore torna quello di Sergio Sciarelli, che di professione fa appunto il manager. Una personalità stimata anche se da Roma non escludono di mettere in pista un manager non napoletano, al quale andrebbe affiancata una direzione artistica forte, come ad esempio quella di Mario Martone, che è una delle tante ipotesi in campo. Si è sfilato per ora il sociologo Domenico De Masi che pure era rientrato nella partita dei manager. Da lunedì si potrebbe sapere qualcosa di più. Oggi, intanto, Nastasi presenterà ai sindacati la stagione. Chissà che il commissario non confidi alle maestranze quale sarà il futuro del teatro. lu.ro.
NAPOLI - Grandi manovre al San Carlo.
Il commissario Salvo Nastasi andrà via il 31 dicembre e la nomina di un nuovo sovrintendente al San Carlo di Napoli è ancora in discussione. La Regione e il Comune di Napoli non intendono subire decisioni unilaterali del governo. Il sindaco Rosa Iervolino ha detto che non esiste un problema al San Carlo, mentre il governatore Antonio Bassolino ha detto che le istituzioni nomineranno il nuovo Cda e che le scelte saranno fatte dai Cda. Un possibile ritorno di Maurizio Pietrantonio, sovrintendente al teatro di Cagliari, è stato escluso.
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