Provocazione del governatore alla presentazione del Piano strategico del settore scientifico: «Si devono concentrare le risorse» In Veneto sono 123 tra pubblici e privati. In tre anni riceveranno oltre duecento milioni di euro, ma solo per progetti Venezia «Fosse per me per il 90 per cento dei 123 centri di ricerca del Veneto andrebbero chiusi in quanto bisogna concentrare le risorse: le università devono fare sistema, tre parchi scientifici tecnologici mi sembrano troppi». Questa la provocazione del governatore Giancarlo Galan nel corso della conferenza stampa di presentazione del Piano strategico regionale per la ricerca scientifica, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione 2008-2010. «Il Veneto tra il 2000 e il 2005 ha fatto due scelte coraggiose in questo campo - ha ricordato il presidente - Investire il più possibile, qualcosa come 278 milioni di euro che hanno fatto aumentare la spesa del 36,2 per cento, il personale addetto del 31,9, con una crescita della spesa per abitante pari al 30,6 per cento, tutte performance superiori a quella nazionale e delle dieci più importanti Regioni europee con le quali ci confrontiamo. E concentrare le risorse, non accontentare tutte le richieste ma fare delle scelte strategiche che per noi sono state le nanotecnologie e biotecnologie». E poiché in Veneto i centri di ricerca, tra pubblici e privati, sono ben 123 Galan vedrebbe di buon occhio una bella pulizia, anche se di fatto è impossibile perchè la maggior parte dei centri è privata e sarà il mercato a fare selezione perchè d'ora in avanti i contributi saranno esclusivamente a progetto. «Il Veneto è in linea con la strategia di Lisbona - ha spiegato l'assessore alle politiche economiche Vendemiano Sartor nel presentare il Piano 2008-2010 - anche se in passato i dati delle rilevazioni non hanno fatto giustizia in quanto le risorse date al settore finivano nel calderone degli investimenti. Abbiamo sempre fatto sinergie con le politiche dell'Unione europea e del governo nazionale privilegiando due indirizzi: più investimenti ed effettuati in maniera strategica perchè facessero da volano per risorse private». Quanto ai contenuti del piano, l'impegno finanziario è di ben 215 milioni di euro, 190 dei quali della Ue (il 40 per cento dell'intero Por) e 25 milioni della dotazione delle legge regionale 9 del 2007. Nove le linee principali di intervento, suddivise al loro interno in una serie di azioni: sostegno alla ricerca industriale e allo sviluppo sperimentale; sostegno all'innovazione; diffusione del trasferimento tecnologico; sostegno ai diritti di proprietà industriale delle piccole e medie imprese; valorizzazione delle collaborazioni internazionali; sviluppo di nuova imprenditorialità in settori a elevato contenuto tecnologico; inoltre, sviluppo dei poli di innovazione; attrazione e qualificazione delle risorse umane e messa a disposizione di personale altamente qualificato; promozione di azioni innovative a favore della pubblica amministrazione. L'assessore ha indicato anche i settori strategici che il piano mira a incentivare: salute e nuove tecnologie per la vita; efficienza energetica, energie rinnovabili e bioenergie; mobilità sostenibile; agro food e biotecnologie; tecnologie dell'informazione e della comunicazione; nanotecnologie, nanoscienze e nanomedicina; nuovi materiali e nuove tecnologie di produzione; nuove tecnologie per il made in Italy; tecnologie innovative per i beni culturali e per la conservazione del patrimonio. Il governatore non ha infine perso l'occasione per lanciare strali contro il patto di stabilità che continua a tenere a freno le politiche di crescita della Regione. «Il patto di stabilità va profondamente rivisto - ha ribadito la sua tesi - Si deve fare molto, ma non si può trattare allo stesso modo il municipio di Thiene o Padova, tanto per dirne alcuni, e quelli di Cosenza o Trapani. Questo non è ammissibile, non si può trattare l'Università di Padova come quella di Napoli. L'avevamo capito da tempo, soprattutto i federalisti o quelli che dicono di esserlo, che non si può, con un unico provvedimento, governare un'Italia diversissima da Capo Passero alla Vetta d'Italia».
VENETO Galan: Troppi centri di ricerca, quasi tutti da chiudere
Il governatore del Veneto, Giancarlo Galan, ha presentato il Piano strategico regionale per la ricerca scientifica, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione 2008-2010. Il piano prevede un investimento di 215 milioni di euro, di cui 190 provenienti dall'Unione europea. Il piano mira a concentrare le risorse in settori strategici come la salute, l'energia rinnovabile, la mobilità sostenibile e le biotecnologie. Galan ha anche criticato il patto di stabilità che limita le politiche di crescita della Regione, affermando che non si può trattare tutti allo stesso modo.
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