SPILAMBERTO. Con una variante approvata dal consiglio communale di Spilamberto sarà ora possibile realizzare due parchi pubblici nelle aree vicino all'ex convento degli Agostiniani. Le stesse aree, che avevano in precedenza una destinazione residenziale, potranno ora essere riqualificate e valorizzare così anche lo storico edificio quattrocentesco attualmente di proprietà privata. Le aree che saranno trasformate in parchi pubblici erano a destinazione residenziale, ma grazie ad un accordo tra l'amministrazione comunale e i due proprietari, la zona sarà interamente trasformata e messa a disposizione di tutti gli spilambertesi. «E' un risultato che crediamo sia di estrema importanza - ha detto Francesco Lamandini, sindaco di Spilamberto - la variante è stata approvata con il voto favorevole della maggioranza e contrario delle minoranze dopo una ricca e stimolante discussione in consiglio comunale. Grazie a questa operazione, sarà ora possibile valorizzare al meglio l'ex Convento degli Agostiniani con la realizzazione di un'ampia area verde, per rendere più vivibile il quartiere tra via Ghiarole e via Tacconi». Le aree che secondo la variante approvata saranno adibite a verde pubblico erano in precedenza a destinazione residenziale. Gli interventi edilizi che dovevano essere realizzati in quei terreni saranno trasferiti in via Malatesta angolo via Veronese e in via Coccola angolo via Tagliamento. «Si tratta però di un obiettivo raggiunto, oltre che per merito dell'amministrazione, sempre in stretto contatto con la Soprintendenza - ha detto ancora il sindaco - anche per il lavoro e la passione storica di diversi spilambertesi che hanno studiato e fatto conoscere l'ex convento. Tra questi vanno ricordati: Graziano Giacobazzi del centro culturale Il Torrione, il prof. Benedetto Benedetti e Silvio Cevolani». L'ex Convento degli Agostiniani è un edificio di particolare pregio. Venne costruito nel 1457 da Ugo e Venceslao Rangoni e ospitò per diverso tempo i monaci agostiniani, tra cui, nel 1510 anche Martin Lutero. Alla sua soppressione nel 1768, il suo importante archivio passò alla chiesa di San Giovanni e, per disposizione ducale, l'edificio fu dal 1804 signorile abitazione del Gregori. «L'intero progetto - ha concluso Lamandini - non consentirà solo di valorizzare un edificio, ma verrà valorizzata un'intera area e così l'intero quartiere in cui si trova l'ex convento».