Legambiente accusa l'amministrazione di scarsa attenzione verso i beni culturali L'edificio risaliva ai primi del '900. A nulla sono servite le proteste delle associazioni Demolito nonostante la sua storia ed il particolare interesse sotto il profilo architettonico decretato da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Questa la fine che è toccata alla Casa Liberty di Tolmezzo, nel centro storico del paese, a pochi passi dal Duomo, in via Patriarca Raimondo della Torre, edificio risalente ai primissimi anni del Novecento, da decenni in stato di totale abbandono. A denunciare l'episodio è il circolo di Lagambiente della Carnia che a suo tempo assieme a varie associazioni ambientali e culturali locali, tra cui quali il Circolo Culturale Fotografico Carnico, la sezione carnica di Italia Nostra, la delegazione regionale del Fai (Fondo Ambiente Italia) e la sezione regionale dell'Associazione Dimore Storiche Italiane, si erano impegnate a segnalare in sede di approvazione del Piano Particolareggiato Comunale del centro cittadino il valore storico ed artistico della palazzina, che aveva portato inoltre all'emanazione di un decreto di tutela ministeriale, attraverso la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Friuli-Venezia Giulia. Tale palazzina in stile Liberty appunto, uno dei rari esempi esistenti in Carnia, dopo aver ospitato la Casa di Cura Chirurgica del dottor Cominotti, era stata anche sede centrale dei telefoni negli anni '20, studio ed abitazione dell'avvocato Burelli e, come ultima destinazione, ambulatorio medico del dottor Brovedani. Gli atti che si sono succeduti però, non hanno impedito che si procedesse, del tutto inopinatamente, alla distruzione della Casa Liberty spiegano da Legambiente - senza che l'Amministrazione Comunale avesse niente da eccepire o informasse almeno della richiesta gli uffici del Ministero. Come mai? La spiegazione sta in un vizio di forma nell'approvazione del Decreto di Tutela, che aveva costretto la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici a ritirare momentaneamente il suo provvedimento, in attesa di riavviare il procedimento daccapo. In questo breve lasso di tempo i proprietari hanno avanzato una richiesta di demolizione dell'edificio, motivandola con il rischio di crolli sotto l'impeto degli eventi atmosferici e con la presenza di animali indesiderati. Per Legambiente questa non è che l'ennesima dimostrazione della scarsa preoccupazione che l'Amministrazione Comunale di Tolmezzo ha per i beni culturali e di come essa sia tutta orientata alla cementificazione del territorio.