E' dalla fine dell800, in quel monumento a cielo aperto che è lAppia Antica. Quindici cipressi secolari, sradicati dalla tromba daria di martedì sera e caduti su sepolcri, case e strutture. Il soprintendente Angelo Bottini è preoccupato: «Occorre interpellare un meteorologo per capire che sta succedendo e cosa ci dobbiamo aspettare. Qui ci è andata bene, non cerano né residenti né turisti, ma se non si interviene con la manutenzione non avremo solo danni, ma vittime». Il respbnsabile dei Beni archeologici ieri è corso sullAppia Antica, nel trattotra il Mausoleo di Cecilia Metella e Capo di Bove. Con lui il direttore archeologico della via Appia Antica, Rita Paris. I1 monitoraggio dei monumenti non è stato possibile, gli alberi caduti hanno impedito il sopralluogo. Il tratto di strada in questione è di proprietà del Comune e fu restaurato per il Giubileo, rimuovendo strati di asfalto per riportare alla luce il più nobile basalato (e danneggiando le radici, secondo residenti e addetti ai lavori). Oggi li rimuoverà il Servizio Giardini e sarà possibile fare la conta dei danni (due sono precipitati su una villa che ingloba a sua volta un monumento funerario, un altro al IV Miglio è caduto sul cosiddetto sepolcro dorico). Intanto Bottini mette in guardia sui rischi per lincolumità delle persone. «E impressionante: il turbine ha sollevato cipressi che risalgono alla metà dell800. E un campanello dallarme serio su quanto possa essere pericolosa questa situazione meteorologica e quanto poco sia preparato il territorio romano». Non è di questo avviso Franca Mangianti, direttrice dellOsservatorio meteorologico del Collegio romano: «Mica è arrivato luragano. E lalbero cittadino indebolito da asfalto e inquinamento che non riesce a sopportare questi eventi. Se stavano bene il vento mica li sradicava, gli alberi dovrebbero reggere, forse bisogna averne più cura». Larea interessata dalla tromba daria è sul tracciato dellAppia Antica, allaltezza di Capo di Bove: «Uno dei cipressi si è abbattuto vicino a una casa e avrebbe potuto provocare qualche grave incidente, come quello del bambino al Tuscolano - ancora Bottini - Serve un controllo urgente sugli altri cipressi che costeggiano la strada, valutare se saranno in grado di reggere unaltra violenza meteorologica. Il Comune si deve attivare». Intanto i danni da maltempo già sopraggiunti dallo scorso 28 ottobre hanno spinto il presidente della Regione, Piero Marrazzo, a dichiarare lo stato di calamità naturale nei territori dei comuni di Ronna, Guidonia Montecelio e lisola di Ponza. Permetterà interventi più veloci in caso di danni a strade, abitazioni e strutture produttive. Già la settenaria scorsa, nel primo tratto dellAppia antica, in via di Porta San Sebastiano, un muro di contenimento di una proprietà privata era crollato per le forti piogge. «Il muro, che risale al più tardi al XVIII secolo, era destinato a delimitare antiche vigile e non certo a contenere la terra di risulta di lavori per la costruzione di ville e piscine», osserva Rita Paris, che da sempre sottolinea lurgenza della tutela dellarea. Se ne parlerà forse mercoledì 12 novembre a villa Capo di Bove, in occasione dellapertura al pubblico dellarchivio di Antonio Cederna, il più strenuo difensore del parco dellAppia antica. Bottini chiede forte una manutenzione del verde cittadino: «Mettiamoci tutti à tavolino, lallarme cè: nn una settimana ci sono stati due episodi anomali». «Estendere la zona a traffico limitato con accessi solo peri residenti, alberi a rischio e avvallamenti pericolosi: spero questa sia loccasione - invece la Paris - per decidere cosa si deve fare dellAppia Antica». Non comprende questo eccessivo allarme, Bruno Cignini, direttore del Servizio Giardini: «Abbiamo circa 300mila alberi in manutenzione di cui 150mila nelle ville e 150mila lungo le strade. Eli vigiliamo quotidiananiente, quando sono a rischio li abbattiamo tra le proteste generali. E una responsabilità la nostra. E la soprintendenza chiede una cosa che già facciamo. Anche il pioppo che è precipitato al Tuscolano su quel povero ragazzo era in ottimo stato». Ma anche Samuele Piccolo, delegato alla Sicurezza del Comune, annuncia daver chiesto un appuntamento urgente allassessore allAmbiente, Fabio De Lillo, «per sviluppare un progetto di sicurezza ambientale: ovvero un monitoraggio e una messa in sicurezza degli alberi ad alto fusto. Occorre riprendere in mano tutte le aree verdi per renderle fruibili in sicurezza».
ROMA - Appia Antica, allarme della Soprintendenza
Il testo è un articolo di giornale che descrive un evento meteorologico che ha causato la caduta di 15 cipressi secolari lungo la via Appia Antica a Roma. Il soprintendente Angelo Bottini e il direttore archeologico Rita Paris hanno espresso preoccupazioni per la sicurezza delle persone e per i danni alle strutture e ai monumenti. Il Comune di Roma è stato informato e sta lavorando per valutare i danni e per prendere misure di sicurezza. L'articolo anche menziona che il vento ha sollevato alberi che risalgono alla metà dell'800 e che il Comune ha già dichiarato lo stato di calamità naturale nei territori dei comuni di Ronna, Guidonia Montecelio e l'isola di Ponza.
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