Il ministro dei beni culturali sdogana anche la cosiddetta «tassa di scopo» che per anni Firenze ha atteso invano. Adesso cè una proposta di legge bi-partisan, già presentata in Senato da Anna Serafini (Pd) e da Franco Asciutti (Pdl), nata dal tavolo di coordinamento delle città darte al quale Firenze partecipa attraverso lassessore al turismo Silvano Gori. Una proposta che prevede la possibilità di introdurre una tassa di soggiorno fino ad un massimo di 5 euro, a patto però che il ricavato venga finalizzato a progetti definiti e dichiarati in anticipo. In pratica, secondo la proposta di legge alla quale ha contribuito lo stesso Gori, Palazzo Vecchio individua un progetto (dal restauro di un monumento allavvio di un nuovo servizio che riguardi anche i turisti) e, una volta calcolato lammontare necessario, introduce una sovrattassa per chi pernotta in modo da ricavare il 50 per cento del totale. Allaltra metà, secondo la proposta, ci penserebbe lo Stato attraverso un Fondo speciale per le città darte, finanziato in parte dagli introiti delle lotterie. Una delle migliori proposte che siano mai state fatte per le città darte, lha giudicata ieri a Lucca il ministro dei beni culturali, che la sosterrà durante liter parlamentare. Laltra faccia della proposta però, tiene a dire lassessore Gori, anche lui ieri al convegno lucchese, sono i requisiti che si richiedono alle città darte italiane, Firenze, Roma e Venezia in particolare. Dalle merci che si possono vendere nei luoghi pubblici allarredo urbano ai fontanelli: «Le città devono avere un piano per loccupazione del suolo pubblico, uno per la pubblicità e uno per bar e ristoranti, tutte cose che a Firenze abbiamo già - sostiene Gori - a fine mese avremo anche la nuova regolamentazione per gazebo e tavolini».