Per quindici anni è stato al timone a Milano: "Ricordo le produzioni di Pinto" Lex sovrintendente della Scala: bisogna sanarla "A mio parere un sindaco non deve essere il presidente dellente" «È giusto che il Teatro Petruzzelli riapra nel giorno di San Nicola, che è il patrono di Bari. Sarebbe un po come linizio della stagione lirica della Scala, che coincide con la festa di SantAmbrogio». Carlo Fontana, per quindici anni sovrintendente del teatro milanese, poi senatore dellUlivo, auspica che siano superati in fretta gli ostacoli che potrebbero impedire la riapertura del Teatro Petruzzelli. Fontana è considerato uno dei massimi esperti di cultura teatrale in Europa. Senatore Fontana, che idea si è fatto della vicenda del Teatro Petruzzelli? Considerata la sua esperienza, è possibile scindere il momento dellinaugurazione dalla soluzione dei rapporti fra enti pubblici e proprietà privata? «Intanto, è anacronistico che ci siano ancora dei teatri di proprietà privata. I teatri devono essere pubblici perché offrono servizi per la collettività. Il caso di Bari è singolare. Bisogna trovare il modo di sanare questa anomalia. Tuttavia, se il Teatro Petruzzelli è pronto è giusto riaprirlo. Far coincidere la riapertura con la festa di San Nicola, che è il patrono di Bari, mi sembra una buona idea. È un po come linaugurazione della stagione della Scala, che si svolge ogni anno nel giorno della festa di SantAmbrogio. Mi auguro, quindi, che sia fatto ogni sforzo per restituire il Teatro ai cittadini». Visto dallosservatorio privilegiato di un tempio della lirica come il Teatro alla Scala di Milano, che cosa rappresentava il Petruzzelli? «Ho seguito il Teatro Petruzzelli quando era gestito da Ferdinando Pinto. Eravamo negli anni 80 e furono promosse iniziative artistiche importanti. Non ho avuto occasione di venire a Bari perché la mia attività si è svolta essenzialmente a Milano e al Nord. Posso però affermare che il Petruzzelli è stato un teatro importante nel Meridione, ma non solo». Pur in assenza del Teatro Petruzzelli, nel 2003 è nata la fondazione lirico-sinfonica di Bari. Finora lattività è stata abbastanza contenuta per la mancanza di un teatro vero. Con il Petruzzelli, invece, anche lente lirico barese potrà confrontarsi con gli altri. In che modo, secondo lei? «A Bari è nata la quattordicesima fondazione lirica italiana. Peccato che non sia nata nel momento migliore. Temo, infatti, che con il taglio dei contributi alle attività culturali e la crisi economica mondiale gli enti lirici dovranno rivedere i propri programmi». Se dovesse dare un consiglio alla neonata fondazione? «Nessuno ha la ricetta in tasca. Bisogna fare in modo che i teatri dopera siano messi nelle condizioni di funzionare. È importante che siano aperti. Il discorso vale anche per Bari: è importante che il Teatro Petruzzelli riapra. Il resto verrà dopo». Da senatore dellUlivo, nella passata legislatura lei presentò una proposta di legge per riformare le fondazioni liriche. Non se ne è fatto nulla, ma crede che quel modello possa essere riproposto? «Sono stato il primo firmatario di una proposta di legge bipartisan che avrebbe potuto portare a un miglioramento della governance. A mio parere il sindaco non deve essere il presidente del teatro. Meglio una figura meno condizionata dal punto di vista politico, affiancata da un direttore generale che abbia piena responsabilità gestionale. Adesso, invece, i sovrintendenti sono come atleti di decathlon: devono saper maneggiare tutto. Forse una divisione dei ruoli sarebbe più efficace». La fondazione lirico-sinfonica di Bari sta ancora muovendo i primi passi. Crede che lingresso dei privati possa essere decisivo? «È importante, ma anche questo aspetto viene dopo. Per adesso è importante che il Teatro Petruzzelli torni a svolgere la propria attività». (r.lor.)