Lunica risposta che unamministrazione seria (di uno Stato che si rispetti) dovrebbe opporre alle notizie che arrivano da Terni è la moltiplicazione dei controlli nei restauri. Nugoli di ispettori occhiuti e pignoli che si mettano ad analizzare la qualità dei pigmenti utilizzati per quella facciata, la provenienza artigianale delle tegole per quei tetti seicenteschi, il legno scelto per quegli altri infissi... I nostri Beni culturali sono in pericolo per i tagli: un miliardo di euro di spesa da oggi al 2011. In più incombe il possibile decentramento della tutela, che alcuni temono venga alla fine affidata alle Regioni. In questo clima arrivano oscure notizie su restauri, appalti, giri di soldi. Se il ministero vuole veramente offrire un segnale di forza, che quadruplichi i controlli. Nel nome di chiese e monumenti che potrebbero essere sfigurati per sempre per luso di materiali industriali, poco costosi ma inadatti. Per favore, muovetevi.