La verità sul futuro del Maggio e di altri grandi teatri italiani si conoscerà solo il 12 novembre quando il ministro Sandro Bondi presenterà il suo piano ai sovrintendenti delle Fondazioni Lirico Sinfoniche. Le ultime indiscrezioni confermerebbero il blocco delle assunzioni e la stretta di cinghia per tutti o quasi. Lappello dei maestri Muti e Metha a Bondi nasce dal sospetto che il ministero avrà un occhio di riguardo solo per la Scala e lAccademia di Santa Cecilia, uniche eccellenze del patrimonio lirico-sinfonico italiano. II ministro a precisa domanda nega. «Rispondo con deferenza e rispetto ai due maestri, accogliendo lo spirito della loro lettera. Nessuno ha mai messo in discussione leccellenza del Maggio, una delle manifestazioni musicali più importanti del mondo. Come ministro della cultura non posso fare altro che sostenerlo e fare in modo che diventi sempre più importante». Si vedrà. Bondi, nel corso del suo intervento a Lucca ha parlato di un progetto di riforma del ministero, di un manager che coordinerà i musei italiani e un potenziamento del settore del restauro: «LOpificio delle Pietre Dure ha bisogno di un forte sostegno e lo avrà». E Firenze? Sembrano non esserci mai state le polemiche con il sindaco sul tavolo tecnico (mai riunito): «Firenze è una città patrimonio dellumanità. Abbiamo questo tavolo con il Comune per tutti i problemi che riguardano la città, dalla cultura al nuovo auditorium ».