LUCCA. Avrà sede a Lucca l'Osservatorio permanente delle città d'arte, «un organismo - ha precisato il ministro per i beni culturali Sandro Bondi nel presentarlo - che lavorerà qui a Lucca con la partecipazione di esperti, uomini di cultura e ricercatori, tutti dedicati alle città d'arte. L'Osservatorio ci aiuterà circa la legge in discussione in Parlamento e anche per mettere insieme una rete per lo sviluppo delle stesse città d'arte sia da un punto di vista economico, sia turistico, sia culturale». L'Osservatorio, è stato spiegato dai promotori, sarà una struttura permanente che, in collaborazione con il ministero e con le stesse città d'arte italiane, assicurerà una continuità di interventi nell'ambito della gestione dei beni culturali e dell'analisi delle politiche intraprese sia a livello centrale che da parte degli enti locali. L'Osservatorio sarà anche uno strumento dedicato a trovare soluzioni e a proporre interventi. C'è stata partecipazione alla prima edizione del workshop "Le città d'arte" nell'auditorium San Romano. Ricco il programma degli interventi e grande interesse per la presentazione della nuova proposta di legge, avanzata da Ledo Prato dell'associazione Cidac, intitolata "Norme per la salvaguardia e la valorizzazione delle città d'arte". Il disegno di legge si propone di sensibilizzare tutti i livelli territoriali nei confronti delle esigenze specifiche che contraddistinguono le città d'arte, e gode del sostegno del ministro Sandro Bondi, come ha egli stesso annunciato intervenendo al workshop. «Sono soddisfatto - ha sottolineato il sindaco di Lucca, Mauro Favilla - per il ruolo che Lucca viene ad assumere come capitale delle Città d'arte, diventando il centro nevralgico del network artistico e culturale che nasce con l'osservatorio permanente che avrà sede nella nostra città. Ringrazio quindi Idea Workshop di Paolo Del Debbio che ha portato a Lucca i principali rappresentanti del sistema dell'arte italiana. Le città d'arte, oltre a dover gestire tutte le difficoltà tipiche dei comuni italiani, hanno in più il dovere di difendere e valorizzare il proprio patrimonio artistico, storico e culturale. Le città, vogliono partecipare con una rappresentanza all'identificazione dei criteri e rivendicano un ruolo di guida primaria, al fianco del governo, per essere compartecipi delle scelte. È inoltre necessario riuscire a mettere sullo stesso piano colossi come Roma e Venezia con le altre più piccole, anch'esse città d'arte con pari dignità». A sottolineare il ruolo dei comuni anche l'assessore comunale alla cultura, Letizia Bandoni: «Oltre il 42 dei beni artistici nazionali è di proprietà dei comuni: l'osservatorio è quindi necessario per coordinare iniziative collegiali e per diffondere le buone pratiche amministrative, che devono essere recepite sia dal territorio nazionale che all'estero». A intervenire in merito al ruolo dei musei, l'assessore comunale Donatella Buonriposi, che sottolinea come «questi possano essere non solo più luoghi di conservazione degli oggetti d'arte, ma anche e soprattutto luoghi di attrazione in grado di dar vita ad eventi e di catalizzare quel turismo culturale oggi in grande espansione».