Ho accolto il sollecito del sindaco Favilla LUCCA. Lucca? È al centro della considerazione del governo per le città d'arte. Parola del ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, che fa della nostra città l'osservatorio permanente-prototipo per la valorizzazione delle bellezze diffuse fuori delle metropoli fin troppo sfruttate dal turismo. Accanto all'impegno formale, al momento per il ministro non è possibile però indicare, intanto, se e quando andranno avanti i lavori per il transetto del duomo di S. Martino e la chiesa di S. Maria Bianca, o come arriverà l'ultima tranche degli stanziamenti per le celebrazioni pucciniane. «Sia chiaro - spiega il Bondi - quei soldi non sono stati tolti a Lucca, ma le ristrettezze economiche del momento ci obbligano a graduare la spesa, che non sarà però cancellata. Il sindaco Favilla mi ha sollecitato interventi per il duomo e S. Maria Bianca, che giudica priorità. Posso assicurare che la sua richiesta sarà recepita». Prima che si chiudesse la precedente legislatura, il gioverno aveva approvato un decreto che, nell'ambito di finanziamenti per il patrimonio da salvare, assegnava alla cattedrale di Lucca 800mila euro. Sollecitate dal vescovo Castellani e dal sindaco Favilla, le istituzioni erano riuscite a coordinarsi e a individuare un percorso importante per il restauro. Tre perizie concordi avevano stabilito che il sistema di procedere originale non andava bene e si era pronti per partire con il nuovo progetto d'intervento, ritenuto priorità assoluta da tutti i livelli della Soprintendenza e del ministero dei Beni culturali. Il processo poi si era fermato perché il decreto era stato richiamato dal nuovo ministro, che voleva valutare voce per voce i vari capitoli di spesa. Per S. Maria Bianca c'era poi l'impegno del precedente ministero di stanziare un milione di euro complessivi per il restauro. Bondi ieri ha confermato che i finanziamenti per i due interventi arriveranno, ma tempi e modi sono da definire. Intanto il ministro ricorda che la proposta di legge per la salvaguardia delle città d'arte sposta l'attenzione dai grandi, ai piccoli e medi centri d'arte «che rappresentano un territorio privilegiato per lo sviluppo economico, grazie proprio ai loro patrimoni. È quindi indispensabili sostenerli, come suggerito dagli esponenti del mondo economico». Non sarebbe in questo quadro da escludere l'ipotesi di una sorta di tassazione dalla quale ricavare fondi per il recupero dei centri storici e delle bellezze architettoniche del territorio.