Gita archeologica a Benabbio Dopo il grande successo delle prime due visite, si ripropone sabato alle 10 il percorso archeologico guidato attraverso l'abitato medievale di Benabbio, sino alla sommità del colle sovrastante. Il ritrovo è previsto a Benabbio nella piazza della chiesa parrocchiale. Per prenotazioni: 328 4677060. Il percorso, organizzato dalla divisione di Paleopatologia dell'Università di Pisa, partirà dalla piazza della chiesa parrocchiale e si snoderà all'interno del paese fino a giungere sul colle incastellato, duecento metri al di sopra del punto di partenza. A far da guida saranno gli stessi archeologi che hanno scavato durante questa e la precedente estate. La visita è gratuita e, data l'asprezza di alcune salite, aperta a chiunque non abbia seri problemi di deambulazione. A Benabbio, piccolo ma affascinante paese del comune di Bagni di Lucca, il dipartimento di Paleopatologia dell'università di Pisa nell'estate del 2007 ha avviato una campagna di scavi archeologici nel sito del castello dove è ubicata una chiesa di notevoli dimensioni, dedicata a San Michele e risalente alla prima metà del XIII secolo. Quest'anno le settimane di scavo (nei mesi di agosto e di settembre) sono raddoppiate, otto rispetto alle quattro dell'anno scorso. E per il prossimo anno è già stato approvato un master interuniversitario tra gli atenei di Pisa, Bologna e Milano per la formazione di personale specializzato in Paleopatologia, Archeologia funeraria e Antropologia e che sarà aperto anche ai gradi investigativi. L'equipe scientifica è guidata dal professor Gino Fornaciari, docente di Paleopatologia nella facoltà di beni culturali. Fornaciari è uno dei massimi esperti nazionali di paleopatologia, al suo attivo ci sono anche le indagini condotte a Firenze sui Medici. Gli studenti di Fornaciari (corsi di Paleopatologia e di Archeologia funeraria) hanno fatto dunque pratica di scavo con ottimi risultati scientifici: le otto settimane di quest'anno hanno permesso di portare alla luce più di venti nuove sepolture e nuove strutture del castello. Con la prima area di scavo, aperta nel 2007, si era ripercorsa la storia del sito nel XIX secolo: sette erano state le sepolture riportate alla luce in quello che era un cimitero per i morti del colera durante il 1855, quando in poco meno di due mesi morirono 46 persone su circa 900 abitanti. Per quanto riguarda invece più propriamente le strutture del castello, sono stati messi in evidenza ambienti interni di locali a ridosso della cinta muraria, con residui di pavimentazioni e materiali della seconda metà del 1400. Peraltro il castello già nella prima metà del 1300 aveva perso la sua funzione militare. Tra i ritrovamenti particolari si possono annoverare dei lacerti di epoche anteriori, ceramiche e, su un piano di età trecentesca, una punta di berrettone di balestra. «Abbiamo rinvenuto - afferma il professor Fornaciari - la fossa di fondazione del muro di cinta del castello, anteriore alla fine del XIII secolo. Abbiamo inoltre continuato lo scavo delle tombe ottocentesche e trovato lo scavo delle tombe basso medioevali (1300-1400), contemporanee a Lupo dei Lupari. Sono orientate in senso opposto a quelle medievali. In questa campagna dunque sono stati recuperati tutti i resti dell'Ottocento. L'analisi del cimitero ottocentesco consente di notare che i morti di colera venivano sepolti con una certa velocità, bocconi o a terra. Tuttavia ognuno ha il suo corredino. Questa impresa scientifica ha una grande importanza culturale e storica: consente di studiare materiali di una popolazione delle Medio Valle del 1800 di cui non si sa nulla: gli stili di vita, l'alimentazione, le condizioni ambientali. Gli scavi estivi hanno consentito anche di iniziare come detto a portare alla luce le sepolture più recenti (1300-1400) del cimitero medievale. «Mi aspetto di trovare almeno un migliaio di inumati - afferma Fornaciari - sotto lo spessore di due metri e mezzo. In questo modo - conclude - potremo studiare la popolazione a livello epidemiologico».