LUCCA - Un fondo per le città darte da ripartire tra le Regioni, con i Comuni che vi contribuiranno per metà. Una sorta di legge speciale quella che entro la fine della settimana arriverà in Senato e che prevede tra laltro, la possibilità di introdurre la tanto discussa tassa di soggiorno che ogni tanto magicamente spunta, ma che poi, come accaduto anche negli ultimi anni, scompare tra i «no» di commercianti e, soprattutto, albergatori. La proposta di legge battezzata ieri dal ministro ai Beni Culturali Sandro Bondi(intervenuto a Lucca per il primo workshop sulle città darte) è stata prediposta dallassociazione Cidac (che raccoglie circa una quarantina di città darte e cultura). Ha già incassato un parere positivo da parte dellAnci e, dice il segretario generale del Cidac, Ledo Prato, «anche dei partiti del centrodestra e del centrosinistra in commissione cultura al Senato». Eppure quando si ha a che fare con il parlamento e con i sentieri tortuosi della politica la strada dimprovviso si complica. Senza spiegazioni chiare. «Cè la condivisione di entrambi gli schieramenti - spiega Prato - ma a Roma hanno stabilito che Pd e Pdl presenteranno due proposte pressochè identiche alla nostra e parallela. Se non ci fosse stato questo intoppo la bozza sarebbe arrivata in Senato già a martedì sera». Ma perché due proposte identiche, anzichè una? Prato allarga le braccia e ammette: «E la politica...». Il ministro Bondi invece, pur condividendo il lavoro svolto dal Cidac se la cava inmaniera salomonica. «Non entro nel merito degli articoli perché questa è una legge che andrà in discussione - spiega -, ma quella di oggi è stata una giornata di svolta. Questa iniziativa è sostenuta dalla maggioranza e dallopposizione. Per conto mio spronerò il Parlamento ad approvarla in fretta e a produrre un testo comune perché le due proposte sono sostanzialmente le stesse». Tralasciando i giochi perversi della politica bisogna entrare nel merito del documento presentato ieri mattina a Lucca. La cosa più importante è che Firenze - se la legge andrà in porto - potrà aderire di diritto al fondo che sarà istituito presso la presidenza del Consiglio dei Ministri essendo patrimonio mondiale protetto dallUnesco. I Comuni che vorranno entrare nella elitè delle città darte dovranno dimostrare di avere al loro interno «testimonianze materiali di notevole importanza storica, artistica, archeologica ed etnoantropologica» e presentare domanda agli uffici del Ministero. Entro 120 giorni giorni dallentrata in vigore della legge verrà istituita una commissione che tra le altre cose valuterà le richieste per poter attingere dal fondo. Fondo che sarà stornato alle Regioni in base a criteri che terranno conto «del numero e della rilevanza delle singole città darte presenti in ogni territorio», nonchè «sullimportanza e lurgenza degli interventi necessari» che possono andare dalla «preservazione dei beni culturali, allimpatto sulle città delle attività commerciali»; dalle «misure a tutela del decoro» al «contenimento del degrado»; dal «sostegno ai negozi storici» alla «preservazione della funzione residenziale dei centri storici e facilitazione della convivenza tra residenti e visitatori». Per la parte che riguarda il fondo a cui dovranno contribuire i Comuni o gli enti territoriali, si aprono varie possibilità per fare cassa. I contributi dati da qualsiasi soggetto per finanziare interventi di valorizzazione e salvaguardia delle città darte diventeranno fiscalmente deducibili. Il contribuente potrà dedurre il 15 dellimporto dalle tasse con il credito dimposta. La tassa di soggiorno verrebbe applicata fino a un massimo di 5 euro per notte e riguarderebbe i soggetti non residenti che prendono alloggio in via temporanea in alberghi, villaggi turistici, case vacanza, agriturismo e bedbreakfast. Esenti dal contributo dovrebbero essere le strutture destinate al turismo giovanile, quelle adibite a uso foresteria per i lavoratori, le comunità alloggio, le Rsa. Il governo invece attingerà il 20 delle risorse che la Società per lo sviluppo dellarte, della cultura e dello spettacolo (Arcus) destina annualmente allo spettacolo. Il 10 degli utili derivanti dallestrazione del Lotto e un altro 10 del gettito attribuito al ministero per i Beni Culturali dal prelievo dell8 per mille e con eventuali erogazioni libere.