AQUILEIA. Il consiglio di Stato ha respinto l'appello del ministero per i Beni e le attività culturali e dalla Sopraintendenza per i Beni archeologici, nei confronti della sentenza 612 del 2002 del Tribunale amministrativo regionale, che imponeva di risarcire il 10 dell'ammontare a base d'asta e le spese sostenute dalla ditta esclusa dalla gara per la realizzazione dell'Antiquarium nel Foro di Aquileia, aggiudicata alla Castelli spa per un importo di 6 miliardi di vecchie lire. Il collegio romano, respingendo anche l'appello in cui si sollecitava una rivalutazione del danno, sia pur con diversa motivazione, ha confermato la sentenza del Tar, favorevole all'Ici srl, quale capogruppo mandataria dell'associazione temporanea di imprese con la Sigea Sei. L'appello concerneva solo il diritto al risarcimento dei danni subiti per la mancata aggiudicazione dei lavori di ricomposizione dell'edificio cosiddetto Essiccatoio Nord di Aquileia, da adibire a centro visite ed antiquarium del Foro. L'illegittimità dell'aggiudicazione a favore della Castelli (anziché dell'Ici, che avrebbe vinto la gara in assenza dell'illegittimità commessa dalla stazione appaltante) è stata accertata dal Tar con sentenza 104299, confermata in appello. La citata pronuncia 61202 riconosceva, invece, la fondatezza della domanda risarcitoria proposta dall'Ici, fissando i criteri generali da seguire per la quantificazione del danno, ovvero, «l'utile economico conseguibile dalla ricorrente con l'esecuzione dell'appalto, determinato nella misura media del 10 dell'ammontare della base d'asta,e, inoltre, le spese sostenute per la presentazione della domanda per la partecipazione alla gara, sulla base di precisi elementi giustificativi». Per il Consiglio di Stato, tuttavia, il Tar avrebbe dovuto ridurre la somma riconosciuta a titolo di lucro cessante rispetto al 10 riconosciuto. Questa mancata decurtazione ha portato, allora, a concedere un risarcimento verosimilmente superiore rispetto al danno subito. (g.c.)
AQUILEIA - Centro visite, il consiglio di Stato boccia il ministero
Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello del ministero per i Beni e le attività culturali e della Sopraintendenza per i Beni archeologici contro la sentenza del Tribunale amministrativo regionale del 2002. La sentenza aveva imposto di risarcire il 10 dell'ammontare a base d'asta e le spese sostenute dalla ditta esclusa dalla gara per la realizzazione dell'Antiquarium nel Foro di Aquileia. Il Collegio romano ha confermato la sentenza del Tar, favorevole all'Ici srl, quale capogruppo mandataria dell'associazione temporanea di imprese con la Sigea Sei.
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